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lunedì 19 luglio 2021

Picnic all'aperto antiCovid

Niente green pass, né limitazioni di persone, puoi creare la tua playlist di musica preferita. Evviva il picnic all'aperto. Eccovi due ricette fresche col salamino cacciatore e la mortadella di Bologna Igp.

"Portami in Spiaggia"

 

Ingredienti

- filoncino di grano tenero da 80g

-70 g Cacciatore Italiano DOP tagliato a coltello a fette non troppo spesse

-40 g melanzane tagliate a fette di 2 o 3 mm

-1 pomodoro

-maggiorana fresca

-20 g misticanza

-olio evo, sale, farina

Preparazione

Pelare una melanzana e tagliare 3 fette di circa 3 mm di spessore. Salare e lasciare riposare circa 20 minuti. Asciugare bene le fette di melanzana e passarle nella farina.

Scaldare in una padella o in un pentolino dell’olio evo fino a raggiungere una altezza di circa 3 cm. Friggere le melanzane nell’olio caldo (circa 190°) circa 1 minuto per lato.

Tagliare a fette il pomodoro e condire con olio evo e le foglioline di maggiorana fresca. Condire la misticanza con sale e olio evo.

Alla base posizionare la misticanza, poi le fette di pomodoro. Aggiungere le melanzane fritte e concludere con le fette di salame cacciatore DOP disposte a ventaglio

 




 MORTADELLA BOLOGNA IGP

 

“Panini di segale con avocado e

Mortadella Bologna IGP”

 

Ingredienti

-   200 g di Mortadella Bologna IGP 8 fette di pane di segale

-   1 avocado maturo

-   2 pomodori

-   2 cucchiai di maionese

Preparazione

Lavate il pomodoro ed affettatelo, fate lo stesso con l’avocado. spalmate le fette di pane con la maionese, appoggiatevi sopra delle fette di avocado, la Bologna, il pomodoro e concludete con una fetta di pane.

 

   


martedì 11 maggio 2021

4 ricette con i salumi

Ancora un’iniziativa targata ISVI, Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, nato nel 1985 per la promozione della nostra norcineria, e patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole. Gli Ambasciatori del Gusto, nell’ambito delle Adg Digital Week, hanno presentato le ricette di 10 chef che, sul sito www.salumi-italiani.it, hanno già realizzato oltre 50mila visualizzazioni. Qui ve ne diamo un assaggio.

Pisarei con Salame di Varzi e Soppressata di Calabria in polvere

I pisarei sono degli gnocchetti di farina bianca e pangrattato, tipici piacentini, consumati sin dal Medioevo. Di concerto, l’origine del salame a Varzi si fa risalire al periodo longobardo, mentre quelle della produzione di salumi in Calabria risalgono ai tempi della colonizzazione greca delle coste ioniche. Questo piatto contadino si ripropone in nuova veste, con un Salame di Varzi DOP a quadretti, deliziato da una marinatura in olio di timo e una Soppressata di Calabria DOP disidratata e polverizzata a far da condimento di gusto e colore.



Come una panzanella con Mortadella Bologna

Le origini della Mortadella Bologna IGP, la cui denominazione deriverebbe dai termini latini murtatum, ovvero carne tritata nel mortaio, o myrtatum per via della presenza di bacche di mirto, risalgono probabilmente all’epoca etrusca. Ma è la gestualità della preparazione, la fragranza dei suoi profumi e le sue origini storiche e contadine, ad attrarre questo salume cotto all’insalata dell’orto che qui si presenta sotto forma di spuma.

 


Pane di segale, Speck Alto Adige, uova strapazzate ed erbe amare

 

A volte gli ingredienti più poveri e le tecniche di conservazione sono pronti a offrirci il più alto degli insegnamenti. Basti pensare alle prime testimonianze storiche sullo speck, risalenti al Duecento, quando l’arte della salatura a secco si perfezionò con quella dell’affumicatura e asciugatura all’aria. Se aggiungiamo un prodotto universale come le uova e uno altrettanto disponibile all’uso come quello delle erbe amare, abbiamo trovato il giusto compromesso per comprendere il passato e scrivere nuovamente il futuro.



 

Cous cous di pane e Prosciutto di Parma

 

Il cùscus, ma anche cuscùs, cùscusu, cùscussu o cuscussù è un piatto di origine berbera diffuso anche in alcune regioni dell’Europa meridionale. Alla base vi è una farina grossolana impastata a mano con poca acqua. In questa rilettura si sceglie la parte più dura del pane che viene recuperata e riusata, in veste di piccoli minuzzoli, nuovamente insaporiti, tinti di curcuma e uniti a uno dei più fieri, e antichi, rappresentanti dell’arte norcina italiana, quale il prosciutto. Il Prosciutto crudo vanta origini antichissime. Le prime testimonianze sulla lavorazione dei prosciutti nel territorio parmense risalgono a Catone nel II secolo a.C., ma è a partire dall’anno Mille, che la produzione acquisisce sempre maggiore importanza, fino a creare i presupposti perché nascesse una corporazione dedicata proprio a tale manufatto gastronomico.