mercoledì 8 maggio 2024

Agrifotovoltaico, accordo trovato

E alla fine ho letto stamane sulle rassegne stampa che un accordo è stato trovato. Sulla base di un sistema di interdipendeza tra salute delle piante e responsabilità ambientale. Per sapere come questo vada fatto nella pratica dovrò sentire le Donne dell'Ortofrutta che si riuniscono ogni anno al Macfrut di Rimini. La Fiera delle sementi, dei prodotti contro i parassiti e delle macchine agricole. Comunque potete farlo anche voi navigando sul loro sito. Io posso portare qualche elemento in più con interviste.

Agevolare l'agricoltura o l'indipendenza energetica?

Agricoltura e tutela dell'ambiente possono coesistere? In Italia il dibattito è aperto. Poprio ieri sera in Consiglio dei ministri (Cdm) non si era ancora raggiunto un accordo tra i due ministeri competenti in materia. La questione è stata rimandata a stamattina e attendiamo nuove. Sarà Meloni a decidere? Intanto come si legge gratuitamente sul sito della maggiore agenzia di stampa italiana, l'Ansa (Ansa.it, agricoltura), il nodo della questione sono i pannelli fotovoltaici. Che in Italia, nella bulimia forse un po' inconsapevole degli ultimi vari governi, sono fioriti per ogni dove. Come le pale eoliche, ma quest'ultime da sempre additate come nemiche del bellissimo ambiente di cui la natura ha dotato l'Italia. In pratica, si tratta di come spendere i soldi del Pnnr e a cosa destinarli. Per il Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e del Made in Italy (come si chiama oggi il vecchio Mipaaf) i pannelli fotovoltaici non possono e non devono essere posizionati nei pressi dei campi agricoli a terra, ma su una altura più decentrata di come si è fatto finora. Per agevolare il lavoro degli agricoltori sotto. Il Ministero dell'ambiente e della sostenibilità (Mase) invece spinge su provvedimenti atti a raggiungere l'indipendenza energetica per la difesa del territorio.

martedì 7 maggio 2024

Celle all'idrogeno, un'utopia sfumata in 15 anni

Idrogeno, una possibile energia sostituibile al petrolio che non si è concretizzata. Vediamo perché. L’idrogeno è il primo elemento della tavola periodica. Secondo lo studioso statunitense Jeremy Rifkin, potrebbe essere usato nelle celle o pile a combustibile come alternativa al petrolio. E’ il principale costituente delle masse stellari e del sole. Per questo fu usato nell’Apollo 12 dagli americani nella loro prima spedizione spaziale sulla luna. Mi ricordo ancora, adesso ho superato il mezzo secolo di vita, quando la mia prof di filosofia al liceo chiese uno per uno a tutta la classe cosa fosse per noi ciò che attivava i nostri elettrodomestici o le nostre automobili, sebbene in quegli anni si andasse più in motorino che in auto, almeno fino ad una certa età. In pratica ci chiese cosa fosse l’energia. Adesso, con le parole di Rifkin, saprei rispondere, ma quella volta rimasi interdetta. L’elettricità, certo, ma l’elettricità non derivava anche allora dal petrolio? Solo molto tempo dopo si iniziò a presumere che il petrolio forse, in certi contesti e con certe avvertenze, potrebbe essere sostituito dall’idrogeno. E proprio adesso molti si sono messi a ristrutturare casa con i pannelli fotovoltaici sul tetto. Spinti dal superbonus statale del 110%. I pratica la banca ti dà 100 e il resto ce lo mette il governo. Quindi stop al petrolio e celle elettriche a combustibile non fossile che possono anche essere installate sui tetti delle case rifatte. I combustibili fossili infatti sono tra le principali preoccupazioni di molti governi perché gravano tutti sulle spalle di lavoratori che devono scendere nelle miniere spesso senza adeguata protezione. Come dimostrano oggi i troppi terribili incidenti sul lavoro, ultimo proprio ieri, con i decessi degli operai coinvolti. Al tempo di Economia all’idrogeno, il libro pubblicato per le edizioni Mondadori nel 2002, Rifkin dava per scontato che ci fossero già in Occidente cooperative di consumatori impegnate o perlomeno interessate a sviluppare reti, un po’ come Internet agli inizi, libere e gratuite di celle all’idrogeno. Per scaldare casa, per fare rifornimento alle macchine elettriche etc., cosa di cui si discute proprio oggi. Purtroppo questo non è accaduto, per una serie molteplice di motivi. Intanto è stato dimostrato come l’idrogeno sia troppo costoso e troppo difficile da produrre, stoccare, distribuire e rendere inoffensivo. Un suo sottoprodotto, l’idrogeno solforico, che si origina tramite una reazione chimica che potrebbe insorgere in uno dei passaggi della sua lunga filiera, se soltanto inalato è letteralmente micidiale. Inoltre a quel che si sa in Italia, i pannelli fotovoltaici installati a livello terra nei campi agricoli hanno finito per far seccare le drupe di molti prodotti dell’orto e delle piante. E non si sa quando verranno espiantati. Il nostro governo sembra avere al momento altre preoccupazioni. Ma anche l’Unione Europea pare non aver emanato direttive dirimenti in proposito. Piuttosto sarebbe utile sapere cosa ne è della coltura idroponica, di cui ho già parlato su queste pagine, che potrebbe anche diminuire l’uso di pesticidi in agricoltura. Le coltivazioni in acquaponica interessano 150 specie di ortaggi, tra cui zucchine, pomodori, meloni, cocomeri e cetrioli. Le loro radici vengono immerse in particolari spugne staccate dal terreno che non abbisognano di pesticidi. In Italia il demanio detiene ancora 500mila ettari di terreni incolti che si possono affittare tramite i crediti Ismea (L’istituto per lo sviluppo dei mercati agricoli). E che potrebbero essere convertiti a questo tipo di coltivazione. La popolazione mondiale cresce a ritmi insostenibili e a breve sarà impossibile, anche mettendo a frutto l’intera terra disponibile, sfamarla tutta. Con questo nuovo metodo, la resa è doppia rispetto alla coltivazione sul terreno, senza emissioni di CO2 e senza bisogno della chimica. Da 30 anni utilizzata, secondo una ricerca della rivista scientifica Pnas, in Usa, in Australia e nelle aree semidesertiche, per allevare pesci e crostacei, la sua conoscenza risale a 600 anni fa, ad opera degli Atzechi. A Dubai negli Emirati Arabi, terra desertica per eccellenza, è stato costruito il più grande impianto idroponico del mondo con una quantità d’acqua che non si dovrà cambiare per un anno. Con consumi energetici molto bassi ed energie rinnovabili per una produzione continua tutto l’anno. Tutto ciò che so sull’idroponica lo devo a mio nipote, un ragazzino di buona famiglia e di ottime intenzioni scolastiche (studiava per diventare geometra) che me l’ha spiegata pur essendo rimasto traumatizzato da un episodio avvenuto in un supermercato dell’hinterland milanese, di cui per amor di patria non citerò l’insegna, quando, accusato di aver rubato delle merendine ha dovuto svuotare le tasche per far vedere che non era vero. Ma si può? “Tu stai dalla parte di chi ruba nei supermercati, o di chi li ha costruiti rubando?” cantava negli anni Settanta un profetico Francesco De Gregori.

giovedì 2 maggio 2024

Dal Sigep le novità sul gelato artigianale

Osservatorio Sigep presenta anche quest'anno le tendenze del gelato artigianale per la prossima estate. La prima novità è il gelato nei coni e coppette alla carota, mandarino e limone di Eugenio Morrone maestro gelatiere a Roma, un evidente richiamo alle vittorie del giovane Sinner nei tornei di tennis. Cioccolato bianco e sparagi, erbe aromatiche, poco zucchero e tiramisu le altre novità. Il comparto è in crescita del +16% in generale e del +12% nelle città d'arte, prese d'assalto in questo ultimo lasso di tempo dai turisti stranieri. I maggiori Paesi europei, Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito segnano un aumento del +4,4% secondo dati Crest-Circana. Il nostroa Paese è il primo per produzione e consumo con il 28% delle porzioni servite sul totale europeo. Secondo Giancarlo Timballo, presidente di Fiapet di Udine, si lavora sui prodotti locali e sul territorio. Tra le sue proposte il gelato al lampone e rosmarino. Secondo Domenico Belmonte, maestro gelatiere di Santa Maria di Castellabate tornano i grandi clasici come la crema ma c'è anche un boom della frutta esotica tra cui mango e frutto della passione. I gusti classici come torroncino, vaniglia e cioccolato comunque resistono anche se la tendenza è quella di ridurre il contenuto di grassi e di zucchero.

martedì 30 aprile 2024

Gelato a Milano: ti posso mangiare?

Inimmaginabile a cosa può portare la lotta tra sindaci e governatori di Regione quando ci sarebbero ben altre necessità, tipo la scuola e la sanità. A Milano, per esempio, il sindaco aveva proibito i coni e le coppette la sera dopo una certa ora. Ma adesso si ricrede e lascia il via libera. Come se il gelato fosse un de cuius della movida, che ha ben altre radici nella città metropolitana.

Prowein di Dusserdorlf, male per i vini italiani

E mentre a Bruxelles si discute sul Nutriscore, l'etichetta che deve contenere tutte le informazioni sui prodotti alimentari, ma che così facendo penalizzerebbe le nostre Dop, arrivano nuove sul vino. Il Prowein di Dussedordolf che doveva dare tante soddisfazioni ai venditori sembra non aver prodotto i risultati sperati. Pochi infatti, secondo l'analista di questi consumi Giampietro Comolli, i visitatori con gli occhi a mandorla che si erano dimostrati in questa apertura di nuovo secolo i maggiori consumatori. E vanno male gli espositori italiani che sempre secondo Comolli si meritano appena un 6+. Intanto si prospettano nuovi mercati per i vini dealcolati che veri vini non sono ma che andrebbero incontro alla domanda di giovani e donne.

giovedì 18 aprile 2024

Enoturismo in Italia, è boom

In grande espansione il settore del vino in Italia. Al Vinitaly di Verona sono cresciuti quest'anno il numero di visitatori da molte parti del mondo. Oltre 6 milioni sono state le notti trascorse tra le vigne nel 2023. Il settore enoturismo vale così 2,9 miliardi di euro, in crescita del 16%, con forti richieste di americani e tedeschi. Il vino da noi è occasione di socialità tra i giovani e i più vecchietti che si ritrovano, i giovani a berne un bicchiere e non di più, nelle enoteche più alla moda, mentre gli anziani lo bevono in casa accompagnato da una buona cenetta. Anche per questo sono fioccate in televisione i programmi che illustrano ricette e i loro abbinamenti.