Visualizzazione post con etichetta olio di sesamo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta olio di sesamo. Mostra tutti i post

giovedì 26 novembre 2015

Sughi vegani per tortellini gluten free


Altre salse vegane  per i ravioli gluten free utilizzano tahin e tamari, due diverse salse di soya utili in questo tipo di alimentazione perché altamente proteiche in una dieta che fa a meno della carne.

Salsa di azuki

Una parte di tahin

Tre parti di azuki (fagioli secchi)

Un pizzico di sale marino

Tamari

Cucinate gli azuki, precedentemente messi a bagno, fino a che diventeranno cremosi, quindi aggiungete il sale e il tamari e spegnete il gas. Potete usare questa salsa sui ravioli, tutti i cereali, nituké (vegetali soffritti), e spalmata sul pane.

Salsa di tahin e tamari

Una parte di tamari

Due parti di tahin

Sei parti d’acqua

Fate bollire gli ingredienti mescolando continuamente; quindi abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere fin quando la salsa diventerà densa. D’estate potete anche aggiungere qualche goccia di succo di limone fresco.

Salsa bechamel

La bechamel è un classico sui ravioli. Ecco la versione vegana.

Due parti di farina integrale senza glutine

Due parti di olio di sesamo

Dieci parti di tamari

Quindici parti d’acqua

Un pizzico di sale marino

Soffriggete la farina nell’olio già riscaldato mescolando continuamente; più la farina verrà soffritta più la salsa diventerà scura, ma in ogni caso non lasciatela più di otto – dieci minuti. Fate raffreddare la padella, poi rimettete tela sulla fiamma media aggiungendo l’acqua poco per volta; continuate a mescolare finché bolle. Mettete il sale e lasciate cuocere per altri venti minuti con la fiamma al minimo; quindi aggiungete il tamari e lasciate la crema sulla fiamma per gli ultimi cinque minuti.

martedì 3 novembre 2015

Zuppa di miso

Il consumo proteico e i suoi effetti collaterali e i legumi come alternativa alla carne. Consigli e polemiche in epoca di allarmi dell’Oms sono alla ribalta proprio i questi giorni che si è celebrato il cibo ad Expo in tutte le sue declinazioni, compreso l'hamburger di coccodrillo. Per me, e non soltanto per me, visto che il suo padiglione è stato proclamato il migliore a Expo, la cucina giapponese è una delle più sane al mondo. Me lo conferma mia nipote che lì ci vive e che mi ha detto di mangiare tanta verdura.
L'altra volta vi ho parlato del miso, vero best di questa gastronomia. Ora vi do la ricetta di come prepararne una zuppa particolarmente indicata per i mesi invernali (e da bandire in quelli estivi perché piuttosto salata). Dunque, vediamo, per due porzioni ci vogliono due o più cucchiai di miso, cipolla, cavolfiore, carota, un cucchiaio di olio di sesamo, due tazze d'acqua, un pizzico di sale marino. Far saltare nell'olio i vegetali tagliati a pezzettini per circa dieci minuti, direttamente nella pentola che userete per la zuppa. Aggiungere mezza tazza d'acqua e far bollire; coprire, abbassare la fiamma e dopo circa dieci minuti tiratene fuori un po' con un mestolo. Scioglieteci il miso e continuate a mescolare lentamente qualche minuto ancora. Dopo di che spegnete il gas ma servite la zuppa dopo averla fatta riposare per cinque minuti circa. Se volete, per semplificare, potete aggiungere l'acqua tutta in una volta. Come abbiamo già visto il miso non deve essere cotto né tantomeno bollito, altrimenti perderebbe tutte le sue proprietà nutritive. Durante gli ultimi minuti di cottura, potete aggiungere un cucchiaino di tahin (burro di sesamo); inoltre, per cambiare sostituite di tanto in tanto le verdure: potete usare crescione, lattuga, rape, indivia, sedano ecc.