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lunedì 30 maggio 2022

Come sarà la prossima stagione turistica?

Come leggerete qui sotto sono tornata a scrivere, sempre di cibo (cone le storie di caffè e cacao) con due giorni di anticipo sul mio semestre sabbatico.E non credo cambierò argomento,almeno per ora, perché la questione di come ci alimentiamo sotto i venti di guerra è cruciale. Perché se i carichi di grano nel golfo di Crimea sono fermi, si ferma l'approvvigionamento di cereali di un intero mondo, oggi che siamo globalizzati. E se mancano 300mila lavoratori nella ristorazione (secondo dati Confcommercio) bisognerà pur prendere provvedimenti per la prossima stagione turistica, visto che l'Italia ha 8mila km di coste dove sbarcano stranieri da ogni dove. Ma la questione è in questi termini: se i datori di lavoro non pagano abbastanza la manodopera, e sottraggono anche proventi al demanio (con la questione balneari non ancora conclusa al governo), i nostri ragazzi, quasi tutti ormai plurilaureati e anche con master, fanno benissimo a disdegnare paghe da fame. E non per sedersi sul divano con il reddito di cittadinanza ma per cercare lavoro altrove (estero). Dove però è difficilissimo farsi assumere a tempo indeterminato. Quindi? In più ci affolleremo sulla "stessa spiaggia, stesso mare" senza mascherine, incuranti del contagio, anche se gli epidemiologi hanno già invitato a fare la quarta dose di vaccino in autunno.

martedì 27 aprile 2021

Pass a Bolzano per mangiare al chiuso

Mentre tutta Italia aspetta di capire come fare a riaprire bar, hotel e ristoranti, nella provincia autonoma di Bolzano i ristoranti restano accessibili anche al chiuso grazie al “Corona Pass”. Si può entrare e consumare presentando un test negativo, il vaccino o l’attestato di guarigione dal Covid, e mangiare tranquillamente all’interno dei locali. Pare siano stati già distribuiti 8 mila pass. “Con questo sistema - spiega la Provincia - possiamo avere una mappa della situazione in tempo reale. E’ un buon metodo per prevenire focolai e nelle prossime settimane potremmo estendere il servizio ad altri tipi di attività”. A chi si chiede perché non è possibile fare ciò anche in altri luoghi della nostra bella Penisola, la risposta potrebbe essere come è stata distrutta sistematicamente la sanità pubblica statale a favore di quella regionale per gli interessi di chi vi opera privatamente (a costi ben più elevati del sistema pubblico). E se state pensando a chi mi riferisco, sì è proprio lui.