Con farine, lievito di birra e cereali, per chi non è intollerante al glutine, si sfornano in Italia molto più di 20 pani (quante sono le sue Regioni). Una diversità, Comune per Comune, riscoperta in questo periodo di chiusure da chi è rimasto in casa senza poter avere contatti con il resto della comunità. E’ pur vero che ci sono i volontari della Croce Rossa che recapitano localmente cestini con quanto serve per rimanere un’altra settimana a casa, ma i balletti delle zone bianche, gialle e rosse non aiutano. E’ così che i cittadini lontani da ogni rione popolato o popoloso, hanno riscoperto le loro tradizioni di un tempo, sfornando pani di ogni genere, dalla michetta milanese, per dirne una, al pane di Altamura pugliese, passando per la carta da musica sarda, una sfoglia molto sottile, e tanti altri. Intanto la riscoperta di vecchie tradizioni va di pari passo con l’agricoltura (di cui l’Istat annuncia in questi giorni il censimento) 4.0, un’agricoltura giovane, biotech in cui anche le foglie che si ammassano sui terreni in autunno vengono raccolte e riciclate per farne una carta tanto sottile quanto resistente.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
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lunedì 1 febbraio 2021
domenica 6 dicembre 2015
Dall’Italia dell’Expo via all'agricoltura sociale
Fino a qualche tempo fa si
chiamava agricoltura familiare. Adesso arriva una legge sull’agricoltura
sociale, approvata in via definitiva dal Mipaaf. Viene inoltre istituito un
Osservatorio in merito alle attività che si svolgeranno. E che comprendono
l’inserimento nelle attività lavorativa di persone con disabilità, prestazioni
e attività sociali di servizio alle comunità locali, prestazioni e servizi
terapeutici anche con l’ausilio di animali, iniziative di educazione ambientale
e animale. Gli enti pubblici che gestiscono uffici e mense scolastiche
attingeranno ai prodotti da queste terre. Le Regioni, nei piani di sviluppo
rurale, potranno attuare programmi di multifunzionalità di queste imprese; i Comuni prevedono specifiche
misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall'agricoltura sociale nel
commercio su aree pubbliche; gli enti pubblici territoriali prevedono criteri
di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale
nell'ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici
agricoli. Gli enti pubblici potranno
dare in concessione alle imprese di agricoltura sociale i terreni confiscati
alla criminalità.
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