I Nas hanno fermato nel vercellese
una donna che aveva dichiarato di aver trovato una dieta contro il CoVid19.
Vitamina C, carboidrati, pane e pasta integrali, frutta e verdura, come per una
comune influenza. Inoltre bere molto per idratarsi. E non dimenticare il giusto
apporto di proteine dato dalla carne. (Ma
si può? Questa è una dieta normale che tutti noi seguiamo nella nostra
alimentazione quotidiana e non può certo aver alcun effetto benefico contro un
virus tanto potente.)Intanto si segnalano anche casi di vendita nelle farmacie
di integratori contro il coronavirus. Mentre sul fronte delle grandi Fiere
internazionali, che attraggano molti visitatori stranieri che potrebbero non
voler venire in Italia perché infetta, si segnala che Vinitaly non è stata
rimandata, e Prowein che si doveva svolgere a Dusserdolf in Germania il 15
marzo è rimandata a data da destinarsi.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
Visualizzazione post con etichetta integratori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta integratori. Mostra tutti i post
lunedì 2 marzo 2020
martedì 26 febbraio 2019
Le nuove propensioni alla spesa
La Confederazione italiana
agricoltori (Cia) ha pubblicato un rapporto del Censis redatto in
collaborazione con Conad, secondo cui nelle esperienze di acquisto gli italiani
sono sempre più sospettosi verso esperti e portatori di competenze, e si fidano
solo di sé stessi. Cala comunque la fiducia nel potere d’acquisto e la spesa,
anche per i beni di largo e generale consumo calerà. “Miti dei consumi, consumo
dei miti”, rappresenta una radiografia di ciò che pensano gli italiani quando
vanno a spendere. “Il nuovo mito sono io”, e dunque: “compro ciò che mi fa
stare bene, che mi gratifica e che parla di me”. Il nuovo immaginario collettivo degli italiani è: redditi stagnanti ma comprare
e magari anche spendere di più per ciò che ci fa stare bene e rende il mondo
migliore. La crisi non basta da sola a spiegare l'arresto dei consumi.
Ecco perché crescono i prodotti come i «free from», ad esempio quelli senza
lattosio, i prodotti con farine benessere a base di cereali superfood, gli
integratori. Poi ancora i prodotti biologici (+8%) nello stesso periodo, di cui
le bevande +23,8% e l'ortofrutta +17,2%) che, oltre a fare stare bene il
consumatore, gli consentono di dire la sua sul mondo e lo gratificano nella
convinzione che contribuisce a cambiarlo. E si registra il boom dei prodotti
certificati: i vini Doc e Docg italiani biologici (+27,8% nello stesso periodo)
e i vini Igp e Igt italiani biologici (+26,1%), ovvero prodotti iconici della
fusione delle logiche «io mi voglio bene» e dell'italianità. Se il consumatore
attribuisce un alto valore soggettivo al prodotto, perché risponde a sue specifiche
esigenze e valori, allora mette mano alla tasca e la spesa aumenta. La logica
«compro di più di tutto» è tramontata, vince una rigorosa selezione dei
prodotti, su cui eventualmente spendere anche di più. Il rischio è che questa
forma chiamata “egopower” renderebbe il consumatore diffidente persino verso esperti
e competenza, mostrando il fianco alle fake news.
Iscriviti a:
Post (Atom)