"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
giovedì 12 dicembre 2024
Quando si fa in fretta a passare dalle ferie estive a Natale
E dopo aver passato bene o male, le ferie estive, ci apprestiamo a festeggiare il Natale. Non so perché gli psi qualche cosa continuano a ripetere che durante le vacanze natalizie ci dovremmo sentire soli, tristi e abbandonati. A me invece piacciono con tutto il decoro di lustrini, alberi e luci. Certo, esiste sempre il pericolo che qualche nostro parente se la dia a gambe, ma non è detto. E anche che tra i mille pandori, panettoni e dolci, come gli struffoli napoletani, esista qualcosa di troppo che non soddisfa pienamente come quando il Natale era la Festa dei bambini che si affacciavano al caminetto dicendo, buttati è morbido. Intendendo che il morbido era il panettone. Poi è vero ci sono anche le streghe che a chi ha fatto il cattivo regala il carbone. Ma non si è mai vista una befana, seppur brutta, così maligna. Bisognerebbe quantunque riflettere su quanto e come il Natale è diventata una festa consumistica. Per esempio gli evangelici considerano Gesù nato una volta sola e morto anche. E non sarebbe nato d'inverno con il freddo, ma in una tiepida notte stellata di primavera. Adesso è tutto un trionfo di regali, di compere, di, e questo sarebbe il meno, di donazioni a vari enti benefici. Penso, che tranne qualche paio di regalini, mi asterrò da tutto questo trionfo del consumo. E porterò in tavola un tagliere di salumi, un risotto con i funghi, un'insalata con finocchi, arance e olive nere denocciolate e se siamo in più d'uno un paio di branzini al sale (si cuociono in forno tradizionale ricoperti di sale e con qualche rametto di rosmarino nei pressi della testa.Il difficile, dopo aver testato che la carne sia ben cotta, è disliscarlo: si comincia con il togliere la testa, per poi tagliarlo in due sul fianco fino ad arrivare alla lisca centrale che va tolta.Il resto possono vedere bene di toglierlo i commensali. Infine, la grande domanda: Panettone o Pandoro? Io preferisco il primo. Ma posso benissimo anche regalarmi una fetta di pandoro.
venerdì 22 novembre 2024
Followers ed heaters, sotto a chi tocca
Ho imparato a mie spese che tutte le agevolazioni, fiscali e non, riguardano una piccola platea di aventi diritto. Che si identificano con l'elettorato, gli impiegati statali, della maggiore forza politica del nostro Paese. E che è, lo si voglia o no, la Democrazia Cristiana. Con questo per dire che chi paga meno tasse sono sempre loro. E agli altri la fatica di vivere con i rimasugli e con il rimorso di non aver fatto bene in un'altra vita. Con internet, le cose si sono complicate invece di agevolare la vita dei lavoratori con basse retribuzioni e perciò con poca voglia di scendere in piazza. Perché ci sono sì i followers ma anche, con il proliferare dei social, gli heaters (odiatori). E con ciò non si riesce nemmeno a fare una spesa al supermercato in santa pace. Tanto è vero che le linee, indispensabili nello sport, sono tracciate anche nelle superfici di vendita, per non riuscire a fare quello che normalmente si sarebbe potuto e cioè una spesa normale senza l'assillo delle raccolte punti.
giovedì 7 novembre 2024
Internet per chattare o per il militare?
No, quello che mi rimprovero veramente è non aver divulgato subito una cosa che io sapevo da tempo. E cioè che Internet non è nata per i siti di incontro e per il porno, del quale sembra essersi accorta tardivamente la giornalista (o dovrei dire giornalaia, dal momento che ha legato subito la sua scalata al vertice del giornalismo al suo amico Giorgio Armani) Lilli Gruber. No, Internet è nato come Arpanet per le esigenze della difesa americana. E ha legato da subito il suo destino in Italia alle vicende della famiglia De Benedetti che aveva la più elevata dotazione di computer, l’IBM, capaci di giungere fino alla fine del nostro Continente e oltre. Arpanet aveva il compito di sorvegliare qualsiasi tipo di sollevazione da parte dell’Est, comprese ovviamente la Cina e la Russia, ed escluso il Giappone che aveva già avuto i suoi guai con la bomba atomica, come ben sa Dacia Maraini che ai tempi si trovava sul posto. E io stupida, invece di costruirci intorno un bel lavoro di ricerca, mi sono relegata in un angolino della geografia e della storia per parlare solo delle sue produzioni agricole tipiche che facevano filiera, come dicono quelli che si occupano di marketing.
Storia o geografia?
Se non sai la geografia non puoi nemmeno studiare la storia. Questa la lezione dei numerosi incontri del nostro presidente della Repubblica con esponenti di civiltà e popoli molto lontani dalla nostra piccola Italia. Italietta si diceva un tempo. Ed è questo che non sa o ha fatto orecchie da mercante per dimostrare di saperla molto più lunga la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Che forse non sa nemmeno che l’Ucraina esisteva dal 1425, quindi dal Medioevo, molto prima che la Russia se ne volesse impadronire. E in effetti se uno guarda la carta geografica vede che la Groenlandia, mitica terra dei ghiacci e degli igloo guarda da una parte al Canada, agli Stati Uniti per quelli che un tempo erano i cercatori d’oro, all’Europa e alla Russia. La Cina e il Giappone stanno più sotto e quest’ultimo non lo tocca più nessuno perché vi hanno fatto scoppiare la bomba atomica. E comunque sta di fronte all’Oceano Pacifico. Mentre noi quando vogliamo andare in America attraversiamo l’Atlantico. Adesso gira su Internet un appello di Amnesty International, l’ente che difende i diritti umani, a sottoscrivere appunto un appello a favore dei bambini ucraini che sono stati costretti dai Russi a iniziare la scuola prima e a studiare su testi russi che insegnano la lingua e la storia russa. Non sapendo, come non sa la nostra Meloni, che la mappa del tesoro, sulla quale ballavano i pirati bevendo un pinta di rum, si è spostata da lì da decenni.
Le spoglie del maggiore ospedale pubblico della Lombardia
Anche Sogei fa la sua parte nelle mazzette con quel po’ di agenti della finanza che si sono messi di mezzo per non rendere più sicuro il nostro diritto a essere curati nelle strutture pubbliche. Controllata dalla famiglia Agnelli, ha messo uno contro l’altro il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana nell’intento non troppo velato di dividersi le spoglie del maggiore ospedale pubblico della Lombardia. Nulla di nuovo sotto il sole.
Crisi dell'auto e della sanità pubblica
Crollo dell’economia dell’automotive. Per colpa di Stellantis, Musk, e il Fondo Black Rock. Ma cosa sono queste meteore che ci sono cadute addosso? Chi sono e cosa governano? Le banche, le assicurazioni, le telefonie fisse e mobili? Sembra proprio così. Ma non se ne capiscono bene le interconnessioni. A meno di non addossare a Marella Agnelli la colpa di aver affossato in un colpo solo Fiat, Alfa Romeo e la sanità pubblica italiana che ha trovato altri lidi in Paesi limitrofi al nostro. Altrimenti non si capirebbe questa fuga repentina di capitali e di cervelli. Certo c’è sempre Salvini che lotta contro Conte. Bersani che non riesce a far capire cosa vuole dire al popolino becero che preferisce le sagra di campagna, con relative tifoserie (sulle quali peraltro ci sarebbe da stendere un pietoso velo). E noi, noi che abbiamo lottato per un posticino adatto alle nostre piccole esigenze ci sentiamo sbalzati fuori come da un sellino di automotive, appunto.
Confessioni di una blogger
Questo è tutto quello che avevo da dirvi dopo delle vacanze passate non troppo bene. Certo, al fresco di un condizionatore, ma sempre comunque a casa. Adesso però mi vergogno di aver voluto troppo. Non sono stata madre e anche adesso da prozia non mi comporto troppo bene. Vedo in giro i bambini che avrei potuto avere io e non me ne capacito. Di come abbia fatto a non capire che il mio fidanzatino del liceo mi voleva veramente bene. Poi tutto è stato catapultato all’indietro per via di due amiche che troppo amiche non erano veramente. L’invidia, che io non ho, mi si è rovesciata addosso in un amen e ne sono rimasta intrappolata. Adesso devo curare mia madre che è malata di cuore. E non so se ce la farò. Che Dio mi aiuti.
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