"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 30 aprile 2024
Gelato a Milano: ti posso mangiare?
Inimmaginabile a cosa può portare la lotta tra sindaci e governatori di Regione quando ci sarebbero ben altre necessità, tipo la scuola e la sanità. A Milano, per esempio, il sindaco aveva proibito i coni e le coppette la sera dopo una certa ora. Ma adesso si ricrede e lascia il via libera. Come se il gelato fosse un de cuius della movida, che ha ben altre radici nella città metropolitana.
Prowein di Dusserdorlf, male per i vini italiani
E mentre a Bruxelles si discute sul Nutriscore, l'etichetta che deve contenere tutte le informazioni sui prodotti alimentari, ma che così facendo penalizzerebbe le nostre Dop, arrivano nuove sul vino. Il Prowein di Dussedordolf che doveva dare tante soddisfazioni ai venditori sembra non aver prodotto i risultati sperati. Pochi infatti, secondo l'analista di questi consumi Giampietro Comolli, i visitatori con gli occhi a mandorla che si erano dimostrati in questa apertura di nuovo secolo i maggiori consumatori. E vanno male gli espositori italiani che sempre secondo Comolli si meritano appena un 6+. Intanto si prospettano nuovi mercati per i vini dealcolati che veri vini non sono ma che andrebbero incontro alla domanda di giovani e donne.
giovedì 18 aprile 2024
Enoturismo in Italia, è boom
In grande espansione il settore del vino in Italia. Al Vinitaly di Verona sono cresciuti quest'anno il numero di visitatori da molte parti del mondo. Oltre 6 milioni sono state le notti trascorse tra le vigne nel 2023. Il settore enoturismo vale così 2,9 miliardi di euro, in crescita del 16%, con forti richieste di americani e tedeschi. Il vino da noi è occasione di socialità tra i giovani e i più vecchietti che si ritrovano, i giovani a berne un bicchiere e non di più, nelle enoteche più alla moda, mentre gli anziani lo bevono in casa accompagnato da una buona cenetta. Anche per questo sono fioccate in televisione i programmi che illustrano ricette e i loro abbinamenti.
giovedì 11 aprile 2024
Il diritto alla protezione del clima
Allora avevo ragione io a non costringere mia madre ad accompagnarmi dalla fisioterapista dalle 15 alle 17 nel marzo più caldo della storia. La sentenza della Corte europea per i Diritti dell’Uomo (Cedu) ha in questi giorni giuridicamente sancito il legame tra cambiamento climatico, rispetto degli obblighi sul clima da parte di uno Stato (in questo caso la Federazione elvetica) e riconoscimento di un diritto personale, in questo caso il diritto alla salute, come leggerete nel dettaglio nell’articolo del Corriere della Sera online qui sotto. Ma più del peso storico e morale, questa decisione ha un valore diverso, e molto più concreto: farà giurisprudenza, per i 47 Paesi che aderiscono Consiglio d’Europa.
"Le donne avevano ragione a protestare quando sostenevano che le ondate di caldo impedivano loro di uscire di casa, limitandone la vita, e soprattutto aumentavano il rischio di mortalità per le fasce di età più avanzata, e che la responsabilità per non avere adottato politiche dirette a contenere l’aumento della temperatura è, per l’appunto, una responsabilità del governo dello Stato in cui le attiviste vivono. Per la prima volta, quindi, un tribunale transnazionale specializzato in diritti umani sostiene esplicitamente il diritto alla protezione del clima. La prima, probabilmente, di molte altre: fare giurisprudenza significa questo. Che altre associazioni che avanzeranno la stessa richiesta, a parità di condizioni – evidentemente facili da replicare, nella situazione in cui ci troviamo, con il mese di marzo decimo mese consecutivo più caldo di sempre – si vedranno assegnare la vittoria. Il che naturalmente (come in molti altri casi che hanno riguardato altrove in passato forme di class action analoghe) spalanca le porte a un’azione politica in forma giudiziaria di cui i governi dovranno cominciare a tenere conto molto rapidamente."
Salumi e Covid: si poteva fare di più
Adesso che l’ex primo ministro Giuseppe Conte (quello su cui è gravata, per intenderci, la mannaia del Covid e delle misure da adottare per il suo contenimento) si batte contro il “campo largo” con il Partito Democratico, ricordiamo brevemente cosa aveva fatto durante la pandemia, un evento su scala mondiale che raramente si ripete nella storia. Mentre su tutt’altro fronte si combatteva per il benessere animale, contro le scrofe in gestazione nelle gabbie, Assica, l’Associazione confindustriale della carne e dei salumi chiedeva interventi più incisivi a sostegno della produzione di salumi e di tutta la loro filiera. Difficoltà nell’export, per tutto il 2019, e necessità di importazione di carni suine dalla Cina (il focolaio di coronavirus) per la carenza delle stesse in Europa, avevano messo a dura prova il comparto. Con perdite di fatturato stimate in 250 mln di euro al mese. Si chiedeva pertanto un’attenzione particolare per far ripartire la produzione, i consumi interni e l’export che tenesse conto anche dei costi che le aziende si sobbarcavano per la certificazione di origine. Importantissima per salumi quali ad esempio il prosciutto crudo di Parma, la mortadella di Bologna e il prosciutto crudo di San Daniele del Friuli. Secondo Antonio Levoni, l'allora presidente Assica, bisognava favorire la piena occupazione nel settore. Senza contare però che questa avrebbe comportato un aggravio per le piccole imprese di cui è costellata la nostra bella Italia senza venire incontro alle richieste di una giusta retribuzione agli occupati o occupandi. Inoltre le consistenti risorse, 500 mln di euro dedicate ad azioni di aiuto strutturale per tutte le filiere alimentari, sono diventate solo un mero sgravio fiscale per il settore primario. In sintesi, secondo Levoni, “Bene le misure di sostanziale aiuto per la produzione primaria nazionale di suini; ma rammarico per la mancanza di fondi dedicati alle filiere nel loro complesso. I 90 mln di euro per la zootecnia intervengono soprattutto a vantaggio della prima. Ma la filiera è composta da tanti anelli.”
Altre ricette con gli asparagi
Totanetti con asparagi e menta
Ingredienti: 700 g totanetti o calamari
300 g di asparagi
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 rametto di menta fresca
Preparazione: Cuocere brevemente gli asparagi a vapore. Spadellare i totanetti nei 2 cucchiai di olio extra vergine, aggiungere solo le punte degli asparagi e bagnare con vino bianco secco, sfumare e aggiungere sale quanto basta e le foglioline di menta. Servire caldo.
Risotto con fragole e asparagi:
Ingredienti: 100 g di riso venere
100 g di asparagi
200 g di fragole
1/2 scalogno
1 tazzina di champagne
20 g di burro
Sale e pepe
Cuocere il riso venere in una pentola con abbondante acqua salata per 35/40 minuti.
Nel frattempo pulire gli asparagi e lessarli in acqua bollente per 5 minuti, poi pulire le fragole e tagliare tutto a pezzettini. Fare soffriggere lo scalogno finemente tritato con una noce di burro, aggiungere gli asparagi tagliati a pezzetti. Dopo un paio di minuti unire le fragole, salate, pepate e sfumate con lo champagne. Scolare il riso venere e aggiungerlo in padella con il condimento. Poi saltare il tutto ancora per qualche minuto, spegnere la fiamma e servire il riso venere con asparagi e fragole aiutandovi con un anello taglia pasta per ottenere una forma perfetta. Decorare il piatto con una punta di asparago, un pezzetto di fragola e servire.
Soufflé di asparagi e prosciutto
Ingredienti:
500 g di prosciutto cotto
5 cucchiai di besciamella
100 g di formaggio grattugiato
5 tuorli d’uovo
7 albumi d’uovo
200 g di punte di asparagi
Burro
Preparazione: tritare finemente con un mixer il magro del prosciutto tagliato a pezzi, quindi, poco alla volta, incorporarvi 3 cucchiaiate di besciamella fredda. Passare il composto al setaccio, raccogliere la purea in un tegame e aggiungervi le restanti 2 cucchiaiate di besciamella, il Parmigiano grattugiato, i tuorli d’uovo e, per ultimi, con molta cura, gli albumi montati a neve ferma. Imburrare uno stampo monoporzione e mettervi a strati alternati il composto per il soufflé e le punte d’asparagi, fino ad esaurimento degli ingredienti, iniziando e terminando con uno strato di composto. Lisciare la superficie e cuocere a bagnomaria in forno preriscaldato a 175° C. per circa 30/35 minuti. Servire immediatamente.
martedì 9 aprile 2024
Polpi in allevamento intensivo
Ciwf lo dichiara da sempre: l’allevamento intensivo degli animali destinati all'alimentazione umana non solo è crudele ma anche insostenibile, per noi umani e per il nostro prezioso ambiente. Ci siamo cibati fino ad ora di ogni genere di flora e fauna commestibile senza pensare ai danni che commettevamo a detrimento della nostra preziosa Terra. E adesso che un visonario come Elon Musk vuole portarci negli spazi intergalattici è tutto un tirare i remi in barca. Per fare un altro esempio, le dive, i cantanti e gli attori di cinema e teatro fanno marcia indietro sulle loro ambizioni da Oscar o premio Donatello o Grammy Awards. Quasi avessero, con le loro opere e le loro aspirazioni al di sopra di ogni carriera modesta ma pur sempre onorevole, disonorato ogni categoria del loro genere. La frase che più si sente ripetere in questo ultimo anno è: "Non penso al passato e nemmeno al futuro, il presente è già troppo impegnativo." Ebbene, non lo era anche prima? Non lo sapevamo anche prima del superecobonus 110% che era impossibile vivere al di sopra delle nostre capacità? Mio nonno, con la sua terza elementare e un vissuto da oste sotto le bombe della seconda guerra mondiale sapeva già che in una casa era importante non entrassero né avvocati né medici.
Per tornare all'impari lotta di Ciwf contro le carneficine ha trovato un altro fronte su cui combattere: un documento pubblicato di recente ha rivelato come il progetto dell’azienda Nueva Pescanova di aprire alle Isole Canarie il primo allevamento commerciale di polpi non è solo un piano crudele, ma comporta rischi ben più ampi. "L'azienda di prodotti ittici vuole sfruttare e rinchiudere circa un milione di polpi in un allevamento intensivo, ignorando le gravi preoccupazioni per il benessere di queste creature senzienti."
"Ma non è tutto: le evidenze rivelano che Nueva Pescanova, nonostante dichiari sul suo sito web di impegnarsi a proteggere l'ecosistema e a ridurre al minimo il suo impatto ambientale, non ha considerato nemmeno i rischi per la fauna selvatica, per la salute pubblica e per l'ambiente. Non possiamo permettere che aziende come Nueva Pescanova antepongano i loro profitti al benessere degli animali, alla salute pubblica e al nostro prezioso ambiente." Chi ha voce in capitolo denunci il piano di Nueva Pescanova ed esortare l'azienda a fermarsi! O perlomeno boicotti i suoi prodotti a scaffale.
Iscriviti a:
Post (Atom)