Questo che oggi ci lasciamo alle spalle è stato davvero un annus horribilis, funestato da tante morti di personaggi famosi, attori, registi, scrittori, e da tanta mala politica. Va beh, direte voi, gli anni per i personaggi c'erano, erano tutti nati i primi del Novecento, ma con questo noi baby boomers stiamo preparandoci a dire addio, per chi non lo avesse già fatto, ai nostri genitori, anch'essi dei primi del secolo scorso. Poi c'è la politica e l'economia. Negli Usa pur di non eleggere un presidente donna, la Clinton, hanno preferito un Trump impresentabile che con il suo "American first" sta danneggiando l'economia di tutto il mondo, a cominciare dal confinante Messico da dove non vuole più che entrino dei profughi che ne avrebbero tutto il diritto, anche perché il Cartello di Medellin (quello della coca) è stato sconfitto. Stessa cosa accade nel cuore del Mediterraneo, dove dimentichi di tutta la cultura che ci ha portato l'Arabia nel Medioevo, il governo sovranista giallo verde, di fatto guidato da Salvini più che da Conte e Di Maio, ha intimato a tutte le organizzazioni non governative che si occupano dei barconi del Nord Africa di non farne entrare più nemmeno uno. Intanto l'Europa dell'Est non è più soltanto Austria e Germania e Paesi Scandinavi, ma si è divisa in tanti staterelli a cominciare da Lettonia, Lituania, Estonia, Bielorussia, Moldova, Polonia, Ucraina, Repubblica Checa, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Albania. Da dove arrivano le badanti che hanno cura dei nostri vecchi (l'Italia con il Giappone è il Paese più anziano del mondo) in un momento in cui non si fanno più figli. Questo è l'anno di denatalità più elevata dall'Unità d'Italia. Poi mettiamoci pure che la Turchia di Erdogan vuole entrare in Europa, dopo aver sterminato gli Armeni e che con la Siria, Israele, l'Iraq e la Giordania, l'Iran, l'Afghanistan e il Pakistan è il "teatro di guerre senza fine", come titolava negli anni Novanta un libro profetico di Michael T. Klare. Metteteci pure che nei confinanti di questi ultimi Paesi citati ci sono l'Arabia Saudita, lo Yemen e l'Oman dove i diritti delle donne sono negati, tranne che per guidare la macchina in Arabia (potere del petrolio), e abbiamo il quadro di un mondo allo sfascio. In Africa i bambini muoiono come le mosche, i nostri giornalisti vengono rapiti in cambio di riscatto, ma poi spesso torturati e uccisi. La giustizia in Italia, vedi il caso Cucchi, è lentissima e ingiusta. Per tornare ancora in Italia l'economia langue, il cuneo fiscale è troppo alto, l'unico settore al quale ci si può aggrappare è l'enogastronomia e il turismo gastronomico, ammesso che tanti studenti abbiano voglia di intraprendere questa strada, che difatti spesso è il ripiego di persone in età adulta che cercano di rifarsi una vita, lasciate le professioni troppo tassate, dedicandosi alla cura della terra e del mare con i loro prodotti. Infine c'è tutto il capitolo delle frodi alimentari che i cinesi che si sono riversati in massa nel nostro Paese fanno uscire i Nas per controlli ripetuti su partite di cibo avariato. Per tornare alla nostra politica interna, nemmeno il ministro dell'economia Tria e soprattutto Savona che aveva un piano keynesiano (grandi opere per mettere al sicuro il territorio e far lavorare gli operai) ed è stato messo da parte, sembrano poter incidere sulle sorti del presente governo. Con la flat tax non ci guadagna nessuno perché ci saranno più condoni che altro. L'Imu, l'imposta sugli immobili di proprietà sale e ci sono in vista multe per chi non fa in maniera corretta la raccolta differenziata. In più si mette l'Ires non solo sulle aziende ma anche sulle associazioni no profit che dividono i loro utili solo per reinvestirli senza guadagnarci. Se siete avvezzi alla cultura di internet, fatevi un giro in rete: ne leggerete delle belle. Per conto mio, un anno peggiore di questo non l'avevo mai vissuto, ho anche perso il lavoro a causa di una malattia, e vivo di una pensione minima. Se dovessi chiedere qualcosa all'anno che verrà (come cantava Lucio Dalla) è quella di riavere un lavoro (sono una giornalista enogastronomica) e che ne trovi uno anche mia nipote, una dei millennials ai quali vengono offerti solo stage senza stipendio. E c'ero passata anch'io con uno stage ad Affari Italiani, il primo giornale soltanto online, di tre mesi e non pagato. Poi certo, ho lavorato per un foglio di enogastronomia e pubblicato articoli firmati su Agricoltura Oggi di Italia Oggi. Ma oggi sono una giovane pensionata con l'hobby della scrittura. Difatti continuo a scrivere su questo blog sperando in un futuro migliore. Happy New Year a tutti.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 31 dicembre 2018
martedì 25 dicembre 2018
Cala il mais a favore della soia
Condizioni climatiche sempre
meno favorevoli e alti costi di produzione hanno indotto gli agricoltori a
ridurre la produzione di mais, utile per
il settore zootecnico (il foraggio). Sono 614mila, secondo L’Istituto per i
mercati alimentari (Ismea) gli ettari investiti oggi a mais in Italia, una
riduzione che va a favore della soia. Vent’anni fa le superfici del grano turco
interessava 1 mln di ettari e garantiva una produzione di circa 10mln di tons
coprendo il 90% del fabbisogno nazionale. Oggi produciamo, secondo stime Ismea,
poco più di 6 mln di tons di mais con un aumento di importazioni più che
quadruplicato (dall’11% al 47%). Nello stesso periodo la produzione di soia è
aumentata del 20%, crescita che comunque non ha consentito di soddisfare la
crescente domanda interna, da parte di vegani e vegetariani, il cui fabbisogno
ha portato ad una crescita delle importazioni di quasi l’80% in 20 anni.
venerdì 21 dicembre 2018
Natale: regali e viaggi
Altra tendenza segnalata per il
Natale in questi periodi di crisi, che ho letto su un quotidiano e vi riporto
qui è quella di come scegliere i regali. Si tratterebbe di optare per regali piccoli, poco costosi e
simbolici, e lasciare il resto per i bambini. Ma, attenzione, non trascurare il
cane di casa cui riservare il regalo più grande. Poi ci sono le vacanze, e
quest’anno la meta preferita pare sia proprio il nostro Paese, scelto dalla
maggior parte degli italiani e anche dai soliti tanti turisti stranieri. Se poi
Milano è stata messa in graduatoria quest’anno dal Sole 24 Ore come la città
più vivibile d’Italia, che prima era sempre Bolzano, sarà sicuramente la meta
di tanti viaggiatori.
Panettone o Pandoro?
I segreti per scegliere un buon
Panettone o Pandoro? Intanto quest’anno si potrebbe optare per la ditta
Melegatti che era sull’orlo del fallimento ed è stata salvata dall’intervento
dei suoi operai. Una bella storia da raccontare ai bambini sotto l’Albero al Presepe.
Leggere poi le etichette: più glifosati ed emulsionanti ci sono vuol
dire che sono meno genuini, ma in compenso durano di più perché sono prodotti
industriali fatti apposta a lunga scadenza (per esempio per le lunghe tratte
commerciali che devono attraversare: il panettone è una specialità milanese e
il pandoro veronese). Se volete però fare migliore figura scegliete un prodotto
artigianale che è composto unicamente da farina, uova, burro, zucchero e
lievito madre che una volta si rinnovava manualmente e adesso si fa con
macchine apposite. Nel Panettone ci sono
poi uvette e canditi, ma c’è chi lo preferisce senza e l’industria lo
accontenta, e nel Pandoro la classica bustina di zucchero a velo da mettere
dentro l’involucro di plastica, chiudere e sbattere per ottenere una copertura
uniforme del dolce. Ma queste sono cose che sanno tutti. La notizia più
importante sarebbe piuttosto che alcune aziende hanno tentato una
destagionalizzazione dei dolci natalizi, proponendoli molto prima delle Feste in
diverse varianti (ce n’è anche una ricoperta di cioccolato) e tante Regioni
hanno il loro dolce natalizio tradizionale: uno su tutti, gli struffoli
napoletani, sorta di mini bignè vuoti
ricoperti di miele. Qualsiasi sia la vostra scelta Buon Natale e Felice Anno
Nuovo a tutti.
mercoledì 19 dicembre 2018
Meno zucchero nelle bibite per i bimbi
Modificare la ricetta delle bibite
zuccherate, per ridurne il contenuto di zucchero, questa l’ultima proposta di
Slow Food per invitare le mense scolastiche ad educare al gusto i più piccoli. “La
sugar tax” – dicono all’associazione - inizialmente
inserita nella prossima legge di bilancio e a oggi scomparsa tra i
provvedimenti in discussione, avrebbe potuto essere un tentativo di approccio
alla questione, anche se non risolutivo. Provvedimenti dello stesso
tenore sono già applicati in altri Paesi
tra cui Messico, Irlanda, Francia e Gran Bretagna, dove, ad esempio, già prima
dell’entrata in vigore della legge (aprile 2018) oltre il 50% dei produttori
aveva modificato la ricetta, determinando una riduzione dello zucchero pari a
circa 45 milioni di chili l’anno. Slow Food si impegna a livello
internazionale per favorire stili di vita sani e comportamenti consapevoli,
orientati a prediligere i cibi poco raffinati, ricchi in fibre e con un apporto
calorico moderato, la verdura, la frutta, i legumi, i cereali integrali e a
ridurre il consumo di proteine di origine animale.”
Corsi per idrosommelier
Riprendono anche quest’anno i
corsi per la formazione di idrosommelier, il degustatore delle acque minerali
che le abbina con i cibi secondo rigorosi parametri di effervescenza e sapore che
verranno appunto spiegati durante le lezioni in aula alla Fiera di Rimini
sabato 26 e domenica 27 febbraio. I corsi prevedono due livelli di
apprendistato e i loro contenuti sono così spiegati da Giuseppe Amati, l’ideatore
della scuola. Primo livello: conoscere l’acqua; classificazione delle acque; i
principi alimentari e salutistici delle acque minerali; introduzione alla
degustazione: primo riconoscimento delle acque minerali; verifica e approfondimento.
Secondo livello: i principi dell’analisi sensoriale; la percezione sensoriale;
le qualità sensoriali dell’acqua; introduzione alla degustazione; verifica e approfondimento.
La quota di partecipazione è di
130.000 euro per ogni livello (260.000 in totale) da versare in contanti al
momento della registrazione. La quota comprende: quota sociale A.D.A.M. 2019,
tessera e distintivo, attestato di frequenza ai corsi, volume del primo e
secondo livello, pranzo didattico delle due giornate, ingresso gratuito in
Fiera.
martedì 18 dicembre 2018
Meno kiwi ma più buoni
Se avete pensato di metterli nei cesti regalo natalizi, quest'anno troverete in vendita meno kiwi verdi rispetto all'anno scorso, ma di maggiore qualità e quindi anche di prezzi più elevati. Il dato è stato reso noto da Cso (Centro servizi ortofrutticoli) Italy: "la produzione commercializzabile di kiwi verde (di cui come è noto siamo i maggiori produttori) destinata al mercato del fresco, è risultata pari a 333mila tons, su livelli molto simili a quelli del deficitario 2017 (+1%) e inferiori del 30% alla media del quadriennio 2013-2016/…/Il mercato si sta comunque vivacizzando con ritmi di vendita in linea con il periodo di riferimento" ha fatto sapere Elisa Macchi, direttore di Cso Italy.
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