martedì 10 giugno 2025

Ortaggi di stagione, peperoni verdi ripieni

I peperoni ripieni, preferibilmente quelli verdi, li preparo così. Li lavo, tolgo il torsolo superiore e anche le parti bianche interne che sono responsabili del peso sullo stomaco. Nella parte superiore dove resta un foro introduco il ripieno fatto di carne, mista ad uova, a pangrattato e formaggio grattugiato, sale e pepe. In un tegame poso i peperoni così preparati in piedi e cospargo di sugo di pomodoro. Cuocio a fuoco lento fino a che la pelle dei peperoni non si affloscia, il che significa che sono cotti.

Ortaggi estivi: melanzane alla parmigiana

Con la salsa di pomodoro della quale ho già dato la ricetta, in estate preparo anche le melanzane alla parmigiana. Come tutti voi certo saprete, le melanzane scure oblunghe, tolta la sommità verde e pungente, vanno tagliate a fette non troppo sottili per il lungo. E messe sotto sale per togliervi l'amaro. Una volta fatto ciò, si devono lavare ed asciugare. Poi procedo nel seguente modo. Le friggo velocemente in farina ed uova. Per poi adagiarle in una pirofila di vetro unta di burro, alternando uno strato di melanzane ad uno strato di salsa e ad uno di parmigiano reggiano. Finisco col parmigiano ed inforno a forno ventilato a 180° per un quarto d'ora stando ben attenta a non farle bruciare.

Errata corrige

Mi corre l'obbligo di correggere uno svarione (cioè un errore grave e non un semplice errore di battitura) di un post della scorsa settimana. Ho scritto infatti che giugno era una volta il mese in cui si arrivava a sapere quanto Pil (prodotto interno lordo) si era riusciti a raggiungere. Sbagliatissimo, questo non si può sapere in anticipo. Piuttosto fino a giugno si lavorava per il fisco, cioè per pagare le tasse. E solo i sei mesi dopo si poteva intascare il frutto del proprio lavoro. Ma i tempi cambiano, siamo giunti ai 25 anni dopo il Duemila. Quindi si affacciano ben altri problemi. Abbiamo la resistenza messa in atto da Greta Thunberg e i suoi seguaci per tenere alta l'attenzione sui problemi delle guerre di ultima generazione. Oppure gli interventi di esperti sulle conseguenze del cambiamento climatico. Allevamenti climalteranti non sono solo quelli dei polli. Anche maiali e vitelli, come ho più volte scritto su queste pagine, vi concorrono. Ma non tutte le persone, e ci mancherebbe, sono disposte ad abbracciare una dieta vegetariana o vegana. E la carne consente pur sempre il maggior apporto di proteine (che sono contenute anche nei legumi).

lunedì 9 giugno 2025

Salsa al pomodoro

Per sapere quali pomodori esistano in natura e in commercio basta fare una ricerca in rete. Qui diremo che il pomodoro proviene dalle Americhe e non è propriamente un ortaggio ma un frutto. In origine aveva un colore giallo acceso e per questo è stato chiamato pomo d'oro. Non so davvero se esista l'intelligenza artificiale o qualche tipo di spionaggio che colpisce anche (e direi soprattutto) i giornalisti. Fatto sta che andando a fare la spesa al supermercato, dopo aver scritto che vi trovavo solo i ciliegini, sono stata messa davanti ad un banco che ne aveva di tutti i tipi, da quelli rossi tondi più grandi ai nocerini dell'agro sarnese da me conosciuti con il nome di perini. Ed è di questi che vi voglio parlare. Sono oblunghi e di colore rosso intenso. Ne faccio d'estate una salsa che va bene con la pasta anche se è molto fresca e potrebbe assomigliare ad un gazpacho. Si procede nel seguente modo. Dopo aver lavato i pomodori (ne bastano mezzo chilo per quattro persone) si sbucciano due cipolle e si lavano e tagliano grossolanamente due sedani. In seguito vanno tagliati a pezzettoni i pomodori e le cipolle. Il tutto va posto in un tegame a freddo e condito con olio e sale. Si accende il fuoco e si fa cuocere. Una volta cotto il pomodoro si fa raffreddare; io lo passo nel passaverdure per fare in modo che le bucce del pomodoro ne restino fuori e si ottenga solo una passata. Ma se non avete più il passaverdure che capisco essere un arnese di cucina d'altri tempi, potete frullare nel più contemporaneo frullatore, anche se così vi resteranno dentro anche le bucce. Ed ecco una salsa (non è propriamente un sugo) fresca ed estiva che va bene per condire la pasta corta. Ma se li preferite anche gli spaghetti.

venerdì 6 giugno 2025

Pomodori, quali scegliere?

Che l'industria del pomodoro in scatola si sia evoluta con le private label, le marche del distributore, è un fatto. Ma esistono esempi celebri che resistono, come abbiamo già visto con La Doria. Piuttosto mi chiedevo già da tempo come mai in commercio ci fossero più che altro pomodori ciliegini. E non altre varietà come il costoluto o il cuore di bue, da insalata, oppure il nocerino dell'agro sarnese per i sughi. E in effetti ho dovuto capire che c'è carenza di questi prodotti. Mi riservo di approfondire la questione.

5permille a CIWF a difesa degli animali in gabbia

Ho già scritto molte volte di come CIWF, che chiede di donargli il 5permille nella dichiarazione dei redditi per portare avanti le sue battaglie, difenda la causa degli animali trasportati in gabbia. Ora se è vero che nel mondo esistono più di 350 specie di conigli che hanno le loro giuste gabbiette, è anche vero che ad agnellini e vitellini non ancora svezzati non si dovrebbe riservare la stessa sorte. Gli animali sono esseri senzienti e c'è una fascia di sofferenza che andrebbe evitata. Orwell in "1984" scriveva di un futuro distopico (la distopia è il contrario di utopia) in cui i suini la facevano da padroni. Oggi siamo noi che facciamo da padroni anche ai maialini. Sareste contenti di mangiare la stessa carne di chi ha subito un'inutile sofferenza? Ovviamente direste di no ma aggiungereste che allora non sapreste cosa mangiare. Ce n'è di che sfamare l'intero mondo. Con minestre, legumi, cereali, frutta e verdura. I legumi in particolare aiutano anche chi è anemico perché contengono proteine.

giovedì 5 giugno 2025

Un ecosistema sconvolto (e c'entrano Russi e Giapponesi)

Una volta con la fine di giugno, si contava quanto Pil (Prodotto interno lordo) ancora ci si poteva aspettare di produrre, per l'appunto, a livello nazionale. Adesso, con la globalizzazione, è già un vanto che il nostro stand, alla Fiera delle produzioni agricole, sia visitato da tanti Giapponesi. Cosa è successo nel frattempo? Un mezzo miliardo di cose di cui è molto difficile rendersi conto. Restiamo all'agricoltura. Non è un caso che le terre azotate siano anche le più vocate alle colture per il contenuto di un nutriente essenziale per le piante. Che favorisce la crescita vegetativa, lo sviluppo di fiori e frutti la resistenza alle malattie. Ma l'eccesso di azoto può anche provocare l'inquinamento delle acque, disturbi della crescita e danni all'ambiente con lo sconvolgimento dell'ecosistema. Ecco perché siamo ad un punto di svolta. Si è parlato tanto di resilienza, più recentemente di evoluzione. Ma adesso in realtà siamo allo stallo. Ognuno si tiene le sue convinzioni (e i suoi terreni). E non c'è più una chiara volontà di tutti gli operatori sulle varie aree di operare per il bene comune. Un bene che non conta nulla per la Russia e a questo punto nemmeno per il Giappone (che comunque ne avrebbe ben donde da ridire).