"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 27 maggio 2024
Con la Brexit, barriere all'ingresso della nostra ortofrutta
E con la recente Brexit, uscita della Gran Bretagna dall'Europa Unita, l'ortofrutta italiana perde un bel mercato di esportazione. Oltre che di pasta e passate di pomodoro. La situazione si è aggravata con l'elezione a Primo Ministro britannico di un ex colono dell'Impero proprio quando moriva la Regina Elisabetta. Adesso le nostre merci devono essere sdoganate con tanto, come è ovvio, di pagamenti di dazi. Che incidono sul prezzo finale. Tutti i protocolli fitosanitari alla frontiera inglese sono entrati in vigore il 30 aprile. Inoltre c'è da rilevare, secondo Agrisole, che le tariffe doganali potrebbero essere interamente a carico del venditore.
mercoledì 22 maggio 2024
Cibi processati, quali sono e perché evitarli
Nel leggere le etichette dei prodotti alimentari ( ma spesso non basta neppure questo) ci si dovrebbe accorgere se i cibi contenutevi sono, non dico naturali, ma almeno non troppo processati. Per cibi processati si intendono quelli in cui si interviene per allungarne la scadenza e per migliorarne l’aspetto. In quest’ ultimo caso qualora avessero un colore che si discosta da quello che noi intendiamo per cibo buono da mangiare. Questi sono innanzitutto bevande gassate e zuccherate, merendine, snack, creme spalmabili, cereali da prima colazione, piatti surgelati precotti, yogurt aromatizzati, wurstel, hamburger, piadine, hamburger vegani. E’ soprattutto la quantità di grassi, zuccheri e sale a fare di un alimento un cibo da mangiare tranquillamente o da evitare. Ed è sempre il vecchio detto latino in medio stat virtus a doverci dirigere nelle nostre scelte a scaffale. Anche bere tanta semplice acqua come alcuni raccomandano può essere una scelta sbagliata. L’elenco completo di cibi processati e ultra processati è in rete sulla pagina di Nova, che ne ha scritto, e che ho condiviso su Facebook. I cibi non processati sono invece verdura, frutta, legumi, frutta secca ma non zuccherata. E il muscolo della carne, le cui proteine sono un prezioso alleato della nostra salute. Le proteine della carne sono infatti ricche di amminoacidi essenziali per lo sviluppo e il tono della nostra struttura, muscolare e scheletrica. Ed è pertanto necessario mantenerla nelle nostre diete dopo lo svezzamento e poi. Questo, come va da sé, non c’entra nulla con le inutili sofferenze inferte alle bestie da macello, la cui integrità andrebbe conservata fino a e anche quando sarà necessario abbatterle. Per i formaggi andrebbe fatto un discorso a parte, perché nella loro produzione interviene la cagliata che è una parte dell’intestino degli animali. E perché il lattosio può essere causa di intolleranze e allergie. Come certamente saprete le intolleranze sono la semplice indigeribilità anche di prodotti semplici e sani come caseari, latte e burro. Mentre le allergie possono causare guai seri alla salute. Ma nessuno finora sembra mai morto per aver addentato una mozzarella, un pezzetto di grana padano o parmigiano reggiano. Soppesare con la giusta calma e con l’informazione ai guai causati da una dieta sbagliata è importante. Per non rischiare anemia, diabete mellito, gotta, obesità, pressione alta e altre malattie cardiache.
venerdì 17 maggio 2024
Proteine sostenibili e carne di pitone, cosa ci insegnano Innocenzi e Codignola
Quando alla Fiera di Rho (Mi), nel 2015, venne anche il presidente Obama con la moglie, che si batteva per menu più sani nelle mense scolastiche, si parlava già di insetti nel piatto. Un’alternativa alla carne di manzo il cui allevamento in cattività produceva combustibile fossile. Insieme al gas delle automobili, responsabile della crisi climatica cui stiamo assistendo. E alla crisi ambientale in ogni angolo del mondo per cui è stato creato il nome di “Antropocene”, da anèr, andròs (Uomo in greco classico) e ocene, era geologica.
Poi la pandemia ci tenne con il respiro tirato e la ricerca del vaccino più adatto alle nostre esigenze. Senza le nefaste conseguenze di cui alcuni lamentavano l’insorgenza (crisi trombotiche al cervello). La rapidità con cui il virus si diffuse diede luogo ad un altro nuovo nome: “Spillover”, salto dagli animali all’uomo. Davvero un animale allevato in cattività e perciò in cattive condizioni igieniche e ambientali poteva attaccarci il virus?
Fiumi di inchiostro sono stati versati su tali questioni. E se ne versano ancora. Peccato che gli italiani leggano meno di un libro all’anno. Ma se ne parla alla televisione e alla radio e tanto sembra bastare. Di alternative alla carne di maiale, pollo e manzo nella dieta degli italiani sembrano non esserci. Anche perché siamo un popolo poco propenso alle novità e molto condizionabile dai nostri passati, intesi come usi e costumi.
I responsabili degli allevamenti intensivi, come del resto anche quelli dell’agricoltura “industriale” (soia al posto del mais e del grano; seitan al posto del latte e così via), non arretrano. Salvo chiedere migliori condizioni di lavoro e moratorie sui debiti pregressi e su quelli dell’ultimo anno causati dall’alluvione in Romagna, l’orto d’Italia. Come le Puglie ne sono il granaio, Calabria e Sicilia gli agrumeti e Sardegna e Isola d’Elba troppo impervie se non per allevare capre da lana e da latte.
Nonostante tutto ciò, anche in Italia spuntano novità in merito alla ristorazione (Per un elenco completo cfr. i siti internet di Cibus e di Tuttofood). Del resto sono decenni che gli addetti al settore parlano di qualità come di unione tra tradizione e innovazione.
E’ in questo senso che va letta su Lucy de La Lettura di maggio 2024, la provocazione di Agnese Codignola che ne ha scritto un libro per Feltrinelli. Dove spiega come per salvare il mondo le proteine del futuro dovranno essere diversificate, flessibili e sostenibili. Facendo l’esempio della carne di pitone, venduta a Hong Kong da Pizza Hut, la catena statunitense presente 110 Paesi del Mondo. Ma noi italiani dovremo abbattere i nostri pregiudizi culturali. Come fu per l’idea di mangiare larve di insetti, per me l’archivieremo nel libro dei sogni, o degli incubi. Voi la mangereste? Se mi scrivete apriamo il dibattito.
E se vi interessa come cibarvi di carne che non abbia sofferto inutili sofferenze, che non provochi inquinamento ambientale e atmosferico, che non riempia le tasche dei soliti noti ma venga incontro alla richiesta di salute di noi cittadini che consumando carne da allevamenti intensivi sviluppiamo resistenza agli antibiotici vi consiglio un film.
Si tratta di Food for Profit, girato dalla giornalista Giulia Innocenzi con il suo regista Pablo D’Ambrosi in tutta Europa per denunciare e smascherare i falsi green washing e le sofferenze cui sono inutilmente sottoposti gli animali da allevamento.
La Pac, politica agricola comunitaria, stanzia 400 mld di euro l’anno per sovvenzionare gli allevamenti intensivi. Perché e da chi sono investiti tanti soldi che vanno contro gli interessi di noi comuni cittadini? In rete ci sono tutti i cinema dove questo film viene proiettato, con la possibilità di prenotare una visione. Ma io non lo faccio perché non sopporto immagini di questo tipo così forti. A voi la scelta.
mercoledì 15 maggio 2024
Pavia: riso innovato ma non Ogm
Leggo sulla newsletter del Club Papillo che Il riso innovato a Pavia in 28 mq come coltivazione sperimentale sarà modificato secondo una tecnica di coltivazione a tecnologia di evoluzione assistita. Nel suo genoma si attivano geni collegati a determinate patologie ma senza uso di materiale estraneo. Per questo non si può parlare di Ogm.
Capsule Nespresso amiche dell'ambiente
Nespresso con Gaia (Gestione ambientale integrata dell'astigiano) ha messo a punto un sistema di riciclo delle capsule delle macchinette del caffé. Delle 85mila caspule recuperate si usa l'alluminio come si fa per la raccolta insieme alla palstica e l'interno della capsula si usa come compost per l'agricoltura.
Ue: stop al Prosek
Sul Corriere di Verona si legge del regolamento appena adottato dall'Unione Europea di mettere uno stop alle Ig (indicazione di origine) che evocano il nome di un altro Stato membro della Ue come menzione tradizionale territoriale. Clamoroso il caso del Prosek, nome che adottarono in Germania per un loro vino frizzante che poteva venire scambiato per il nostro Prosecco. Peccato che le uve e il sistema di vinificazione non fossero gli stessi e che perdipiù fosse venduto in lattina. Altro caso "storico" fu qualche anno fa quello del Tokaj, denominazione che ci fu "scippata" dagli ungheresi che ci obbligarono a chiamare il nostro Tokaj genericamente Friulano.
Sovranità alimentare: i nostri formaggi nei menu dei ristoranti
Sotto la pressione del Misa, Ministero dell'agricoltura e della sovranità alimentare, come si chiama adesso il vecchio Mipaaf, è stato concluso un accordo tra Afidop, l'associazione di categoria dei prodotti caseari italiani a denominazione di origine protetta (dop) e la Fipe, Federazione italiana dei pubblici esercizi. L'accordo prevede che i ristoranti mettano in carta i formaggi. La presenza in menu, per adesso di un ristorante su 10, riguarda 21 delle 55 Dop e Igp (indicazione di orgine protetta). Le linee guida di questo provvedimento prevedono inoltre di indicare il nome corretto e per esteso del formaggio e si raccomandano di adottare la temperatura ambiente ideale in cui presentarlo.
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