Ed eccoci dopo pranzi e cene
delle festività, alle prese con la cucina degli avanzi. Avevate in menu l’insalata
di rinforzo e vi sono avanzati i cavoli? Ecco un modo per recuperarli insieme
magari alla panna avanzata dalle penne al salmone. Cuocete i cavoli per 5-7
minuti in pentola a pressione, scolateli e tagliateli a pezzi. Imburrate e
infarinate una teglia di vetro da forno dove metterete i cavoli lessati insieme
a cipolle e finocchi anch’essi bolliti. Coprite il tutto con besciamella (latte
farina burro) o con la panna avanzata e cospargete di formaggio grattugiato.
Infornate per 15 minuti a 160° e servite caldo.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
venerdì 4 gennaio 2019
giovedì 3 gennaio 2019
Alice's Restaurant
Il ristorante di Alice esiste
davvero, anche in Italia, all’interno della catena Eataly di Oscar Farinetti. E’
la catena americana Alice’s Restaurant, nome tratto dall’omonimo film del 1969
di Arthur Penn, con Arlo Guthrie, Pat Quinn, Kathleen Dabney e Pete Seeger. Il
figlio del più grande cantante folk americano Woody Guthrie, Arlo conquista la
copertina del Time con le sue originali canzoni pop. La più nota è proprio
Alice’s Restaurant Massacree, un blues parlato con la rievocazione della sua
educazione sentimentale. Lui e i suoi amici vivono in una chiesa sconsacrata
circondati da una boheme upgrade. Molte
comparse della vicenda sono persone vere, a partire da Arlo Guthrie. E sono i
padri dei figli dei fiori. Ma il suo rapporto straziante con il padre morente
raccontato nel film non impedirà alla mitica Alice di pubblicare un best seller
di ricette e di aprire una catena di
ristoranti per l’appunto con il suo nome.
mercoledì 2 gennaio 2019
Ricetta del clafoutis alle prugne
Il clafoutis è un dolce molto buono. Si tratta di una crema solida in cui immergere la frutta: prugne, mele o albicocche. La crema si prepara senza farina quindi va anche bene per chi è a dieta. Basta mescolare un tuorlo d'uovo, con latte e zucchero fino ad ottenere un preparato liscio né troppo liquido né troppo solido. A questa crema si aggiunge la frutta preferita senza badare se cadrà in basso, durante la cottura riemergerà. A questo punto si inforna per mezz'ora in una teglia imburrata e infarinata a 150°. Una volta cotto, va lasciato raffreddare, tolto dalla teglia e servito su un piatto da portata.
La crescita del biologico
Presenti da decenni sugli
scaffali, i prodotti biologici conoscono oggi negli Stati Uniti una crescita
importante. E’ appena uscito un rapporto Nielsen sulle loro vendite in questo
periodo, che sono in aumento per tutti i segmenti di consumatori, e in
particolare per i millennials e gli ispanici. E non sono necessariamente una
moda passeggera. Perché i consumatori oggi sono sempre più interessati ai
prodotti salutari per noi e “puliti” per l’ambiente nelle categorie alimentari,
bevande e cura della persona. In un primo tempo erano accessibili solo
attraverso canali dedicati e adesso sono presenti in tutti canali di vendita.
Ma non sono solo prodotti accessibili ad una clientela affluente, come accadeva
agli inizi della loro comparsa sul mercato. Piuttosto i supermercati, i negozi
di massa e i discount rappresentano ora in America una quota combinata del 25%
di spesa biologica, in aumento di 2,0 punti rispetto a due anni fa. Lo stesso
sta accadendo in Italia, dove il biologico non è più una nicchia per soli “ricchi”.
Wiener Schnitzel o fettine impanate
Per 4 persone si passano prima
nella farina, poi nell’uovo e poi nel pangrattato 4 fettine di vitello battute
in modo che siano molto sottili. Si friggono poi nell’olio di semi e si fanno
asciugare in una carta da cucina. Salare e servire con patatine fritte. Anche questa è una ricetta che non si sa se sia italiana o austriaca.
Strudel di mele
Lo strudel di mele è un tipico
dolce bolzanino (ma Bolzano quest’anno non è più la città più vivibile
d’Italia, scettro passato a Milano), che si contende la paternità con Trieste.
Per farlo occorrono una confezione di pasta sfoglia, 4 mele, 1 sacchetto di
pinoli, 1 di uva sultanina messa a bagno, una manciata di pangrattato fatto
rosolare nel burro, una manciata di cacao in polvere, 2 cucchiai di zucchero.
Mescolati tutti questi ingredienti (le mele vanno sbucciate e tagliate a
pezzettini), si stende la pasta sfoglia con un matterello e ve li si mettono
dentro. Si chiude poi la pasta ottenendo un cilindro chiuso da spalmare sulla
sommità con un tuorlo d’uovo per renderlo lucido. Infornare poi in forno
ventilato a 160 gradi centigradi per mezz’ora. Sfornare e cospargere di
zucchero a velo.
La calza della Befana
Cosa ci porterà la Befana
quest’anno? Secondo me un bel sacco di carbone per come ci stiamo comportando
nei confronti del pianeta su cui viviamo e che fra poco, secondo alcuni catastrofisti, esaurirà le sue
risorse. Dobbiamo davvero crederci? Il carbone serviva nell’Ottocento per far
andare avanti la prima rivoluzione industriale (utile rileggere Karl Marx). Nel
Novecento l’energia proveniva dal petrolio, l’oro nero come è stato chiamato
per la sua preziosità e scarsità. Adesso siamo nell’epoca del recupero
dell’agricoltura (primariamente transgenica, e pertanto secondo alcuni nociva,
perché sarebbe più produttiva) come modo per nutrirci e contemporaneamente
tutelare l’ambiente. Non solo della ricca Europa, la cui riunione tra Ovest ed
Est nell’89 è stata pesantemente gravata sulla Germania, ma anche e soprattutto
dei Paesi del Sud del mondo i cui figli muoiono di fame e di stenti. Dare loro
da mangiare sarebbe il minimo da parte dei Paesi ricchi, dove però si è
infiltrato il malaffare con tutte le conseguenze del caso (Sciascia insegna). E dire che siamo nell'epoca dell'economia 4.0 con dispositivi elettronici capaci di far tutto. Ma evidentemente non di sfamarci.
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