mercoledì 2 gennaio 2019

La crescita del biologico


Presenti da decenni sugli scaffali, i prodotti biologici conoscono oggi negli Stati Uniti una crescita importante. E’ appena uscito un rapporto Nielsen sulle loro vendite in questo periodo, che sono in aumento per tutti i segmenti di consumatori, e in particolare per i millennials e gli ispanici. E non sono necessariamente una moda passeggera. Perché i consumatori oggi sono sempre più interessati ai prodotti salutari per noi e “puliti” per l’ambiente nelle categorie alimentari, bevande e cura della persona. In un primo tempo erano accessibili solo attraverso canali dedicati e adesso sono presenti in tutti canali di vendita. Ma non sono solo prodotti accessibili ad una clientela affluente, come accadeva agli inizi della loro comparsa sul mercato. Piuttosto i supermercati, i negozi di massa e i discount rappresentano ora in America una quota combinata del 25% di spesa biologica, in aumento di 2,0 punti rispetto a due anni fa. Lo stesso sta accadendo in Italia, dove il biologico non è più una nicchia per soli “ricchi”.  

Wiener Schnitzel o fettine impanate


Per 4 persone si passano prima nella farina, poi nell’uovo e poi nel pangrattato 4 fettine di vitello battute in modo che siano molto sottili. Si friggono poi nell’olio di semi e si fanno asciugare in una carta da cucina. Salare e servire con patatine fritte. Anche questa è una ricetta che non si sa se sia italiana o austriaca.   

Strudel di mele


Lo strudel di mele è un tipico dolce bolzanino (ma Bolzano quest’anno non è più la città più vivibile d’Italia, scettro passato a Milano), che si contende la paternità con Trieste. Per farlo occorrono una confezione di pasta sfoglia, 4 mele, 1 sacchetto di pinoli, 1 di uva sultanina messa a bagno, una manciata di pangrattato fatto rosolare nel burro, una manciata di cacao in polvere, 2 cucchiai di zucchero. Mescolati tutti questi ingredienti (le mele vanno sbucciate e tagliate a pezzettini), si stende la pasta sfoglia con un matterello e ve li si mettono dentro. Si chiude poi la pasta ottenendo un cilindro chiuso da spalmare sulla sommità con un tuorlo d’uovo per renderlo lucido. Infornare poi in forno ventilato a 160 gradi centigradi per mezz’ora. Sfornare e cospargere di zucchero a velo.

La calza della Befana


Cosa ci porterà la Befana quest’anno? Secondo me un bel sacco di carbone per come ci stiamo comportando nei confronti del pianeta su cui viviamo e che fra poco, secondo alcuni catastrofisti, esaurirà le sue risorse. Dobbiamo davvero crederci? Il carbone serviva nell’Ottocento per far andare avanti la prima rivoluzione industriale (utile rileggere Karl Marx). Nel Novecento l’energia proveniva dal petrolio, l’oro nero come è stato chiamato per la sua preziosità e scarsità. Adesso siamo nell’epoca del recupero dell’agricoltura (primariamente transgenica, e pertanto secondo alcuni nociva, perché sarebbe più produttiva) come modo per nutrirci e contemporaneamente tutelare l’ambiente. Non solo della ricca Europa, la cui riunione tra Ovest ed Est nell’89 è stata pesantemente gravata sulla Germania, ma anche e soprattutto dei Paesi del Sud del mondo i cui figli muoiono di fame e di stenti. Dare loro da mangiare sarebbe il minimo da parte dei Paesi ricchi, dove però si è infiltrato il malaffare con tutte le conseguenze del  caso (Sciascia insegna). E dire che siamo nell'epoca dell'economia 4.0 con dispositivi elettronici capaci di far tutto. Ma evidentemente non di sfamarci.  

lunedì 31 dicembre 2018

L'anno che verrà

Questo che oggi ci lasciamo alle spalle è stato davvero un annus horribilis, funestato da tante morti di personaggi famosi, attori, registi, scrittori, e da tanta mala politica. Va beh, direte voi, gli anni per i personaggi c'erano, erano tutti nati i primi del Novecento, ma con questo noi baby boomers stiamo preparandoci a dire addio, per chi non lo avesse già fatto, ai nostri genitori, anch'essi dei primi del secolo scorso. Poi c'è la politica e l'economia. Negli Usa pur di non eleggere un presidente donna, la Clinton, hanno preferito un Trump impresentabile che con il suo "American first" sta danneggiando l'economia di tutto il mondo, a cominciare dal confinante Messico da dove non vuole più che entrino dei profughi che ne avrebbero tutto il diritto, anche perché il Cartello di Medellin (quello della coca) è stato sconfitto. Stessa cosa accade nel cuore del Mediterraneo, dove dimentichi di tutta la cultura che ci ha portato l'Arabia nel Medioevo, il governo sovranista giallo verde, di fatto guidato da Salvini più che da Conte e Di Maio, ha intimato a tutte le organizzazioni non governative che si occupano dei barconi del Nord Africa di non farne entrare più nemmeno uno. Intanto l'Europa dell'Est non è più soltanto Austria e Germania e Paesi Scandinavi, ma si è divisa in tanti staterelli a cominciare da Lettonia, Lituania, Estonia, Bielorussia, Moldova, Polonia, Ucraina, Repubblica Checa, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Albania. Da dove arrivano le badanti che hanno cura dei nostri vecchi (l'Italia con il Giappone è il Paese più anziano del mondo) in un momento in cui non si fanno più figli. Questo è l'anno di denatalità più elevata dall'Unità d'Italia. Poi mettiamoci pure che la Turchia di Erdogan vuole entrare in Europa, dopo aver sterminato gli Armeni e che con la Siria, Israele, l'Iraq e la Giordania, l'Iran, l'Afghanistan e il Pakistan è il "teatro di guerre senza fine", come titolava negli anni Novanta un libro profetico di Michael T. Klare. Metteteci pure che nei confinanti di questi ultimi Paesi citati ci sono l'Arabia Saudita, lo Yemen e l'Oman dove i diritti delle donne sono negati, tranne che per guidare la macchina in Arabia (potere del petrolio), e abbiamo il quadro di un mondo allo sfascio. In Africa i bambini muoiono come le mosche, i nostri giornalisti vengono rapiti in cambio di riscatto, ma poi spesso torturati e uccisi. La giustizia in Italia, vedi il caso Cucchi, è lentissima e ingiusta. Per tornare ancora in Italia l'economia langue, il cuneo fiscale è troppo alto, l'unico settore al quale ci si può aggrappare è l'enogastronomia e il turismo gastronomico, ammesso che tanti studenti abbiano voglia di intraprendere questa strada, che difatti spesso è il ripiego di persone in età adulta che cercano di rifarsi una vita, lasciate le professioni troppo tassate, dedicandosi alla cura della terra e del mare con i loro prodotti. Infine c'è tutto il capitolo delle frodi alimentari che i cinesi che si sono riversati in massa nel nostro Paese fanno uscire i Nas per controlli ripetuti su partite di cibo avariato. Per tornare alla nostra politica interna, nemmeno il ministro dell'economia Tria e soprattutto Savona che aveva un piano keynesiano (grandi opere per mettere al sicuro il territorio e far lavorare gli operai) ed è stato messo da parte, sembrano poter incidere sulle sorti del presente governo. Con la flat tax non ci guadagna nessuno perché ci saranno più condoni che altro. L'Imu, l'imposta sugli immobili di proprietà sale e ci sono in vista multe per chi non fa in maniera corretta la raccolta differenziata. In più si mette l'Ires non solo sulle aziende ma anche sulle associazioni no profit che dividono i loro utili solo per reinvestirli senza guadagnarci. Se siete avvezzi alla cultura di internet, fatevi un giro in rete: ne leggerete delle belle. Per conto mio, un anno peggiore di questo non l'avevo mai vissuto, ho anche perso il lavoro a causa di una malattia, e vivo di una pensione minima. Se dovessi chiedere qualcosa all'anno che verrà (come cantava Lucio Dalla) è quella di riavere un lavoro (sono una giornalista enogastronomica) e  che ne trovi uno anche mia nipote, una dei millennials ai quali  vengono offerti solo stage senza stipendio. E c'ero passata anch'io con uno stage ad Affari Italiani, il primo giornale soltanto online, di tre mesi e non pagato. Poi certo, ho lavorato per un foglio di enogastronomia e pubblicato articoli firmati su Agricoltura Oggi di Italia Oggi. Ma oggi sono una giovane pensionata con l'hobby della scrittura. Difatti continuo a scrivere su questo blog sperando in un futuro migliore. Happy New Year a tutti.

martedì 25 dicembre 2018

Cala il mais a favore della soia


Condizioni climatiche sempre meno favorevoli e alti costi di produzione hanno indotto gli agricoltori a ridurre la produzione di mais,  utile per il settore zootecnico (il foraggio). Sono 614mila, secondo L’Istituto per i mercati alimentari (Ismea) gli ettari investiti oggi a mais in Italia, una riduzione che va a favore della soia. Vent’anni fa le superfici del grano turco interessava 1 mln di ettari e garantiva una produzione di circa 10mln di tons coprendo il 90% del fabbisogno nazionale. Oggi produciamo, secondo stime Ismea, poco più di 6 mln di tons di mais con un aumento di importazioni più che quadruplicato (dall’11% al 47%). Nello stesso periodo la produzione di soia è aumentata del 20%, crescita che comunque non ha consentito di soddisfare la crescente domanda interna, da parte di vegani e vegetariani, il cui fabbisogno ha portato ad una crescita delle importazioni di quasi l’80% in 20 anni.

venerdì 21 dicembre 2018

Natale: regali e viaggi


Altra tendenza segnalata per il Natale in questi periodi di crisi, che ho letto su un quotidiano e vi riporto qui è quella di come scegliere i regali. Si tratterebbe di  optare per regali piccoli, poco costosi e simbolici, e lasciare il resto per i bambini. Ma, attenzione, non trascurare il cane di casa cui riservare il regalo più grande. Poi ci sono le vacanze, e quest’anno la meta preferita pare sia proprio il nostro Paese, scelto dalla maggior parte degli italiani e anche dai soliti tanti turisti stranieri. Se poi Milano è stata messa in graduatoria quest’anno dal Sole 24 Ore come la città più vivibile d’Italia, che prima era sempre Bolzano, sarà sicuramente la meta di tanti viaggiatori.