venerdì 2 marzo 2018

Per fare un tavolo...ci vuole un albero

Cosa significa piantare un albero, anche simbolico, un atto di fede non di demagogia, come scrivono su La Stampa, io non lo so perché non l'ho mai fatto. Ma conosco il significato di circondarmi di piante, adesso che arriva primavera, dalle mimose delle Festa della donna, l'8 marzo alle azalee della Festa della mamma, il primo maggio. Inoltre sul balcone coltivo piante officinali come il rosmarino, il basilico, la menta e la salvia e sulle scale di casa ho sostituito due piante che erano state rovinate dal cane dei vicini. Ma mi riservo di piantare un albero, magari di arance o mandarini, appena fuori casa, dove il verde è stato reso invisibile dagli escrementi dei cani, per riappropriami di quel pezzo di erba.

giovedì 1 marzo 2018

Torta di carciofi



Le torte invernali, per scaldarci dal freddo, sono tante almeno quante sono le verdure di questo periodo. E consentono anche di recuperare del cibo avanzato che andrebbe buttato, contribuendo a ridurne lo spreco.
Per questa torta ci vogliono una tortiera imburrata di 24 cm di diametro, una confezione di pasta brisée o sfoglia, una confezione di carciofi surgelati, gli avanzi di due zucchine e un finocchio bolliti e 200 g di ricotta.
Le dosi sono per 4 persone.
Preparazione.
Scongelate e passate in una padella con olio e uno spicchio di aglio i carciofi. Aspettate che si raffreddino e aggiungetevi le altre verdure anch’esse ripassate nell’olio. Per ultimo incorporate la ricotta e il sale qb. Stendete la pasta e ponetela nella tortiera imburrata (o anche in una tortiera ricoperta di carta da forno leggermente inumidita) e infornate in forno già caldo ventilato a 150° per 45 minuti.

La corsa del biologico



Piccolo è bello, ma il biologico lo è ancora di più. IL comparto traina l’alimentare  crescendo a due cifre nella GDO (+20%) e consistentemente anche nei negozi ad esso esclusivamente dedicati (+15%), anche se qui i prezzi sono più alti e di conseguenza la clientela d’élite. I problemi si prospettano ora con la siccità, questo gennaio è stato il più caldo degli ultimi anni, che da circa due anni riduce le coltivazioni anche di grani speciali come il Senatore Capelli in Toscana. Far coincidere le pochissime piogge con l’abolizione di diserbanti chimici, seppure un ottimo intento, come il glifosato, significa non raccogliere quasi più nulla. Intanto l’apposita Commissione Ue sta stilando nuove regole per il controllo che il bio sia veramente bio, aggiornando le disposizioni ferme a 22 anni fa, con l’obiettivo di renderle più trasparenti.

Il monopolio di erbicidi e sementi



Erano gli anni Novanta e l’attivista per la pace Amayrta Sen si batteva per il diritto di autodeterminazione dei popoli a procurarsi il proprio cibo. Intanto saliva alla Casa Bianca un coppia di giovani neri che presero molto sul serio i modelli alimentari imperanti, tipo la supremazia della Coca Cola, della Nutella e di altri cibi e succhi contenenti più zucchero che altro. Erano gli Obama e ottennero di far crescere degli orti nei propri giardini e in quelli di quanta più gente se lo potesse permettere. Oltre a combattere contro l’obesità infantile e il diabete di tipo 2 causa di tante malattie nei giovani. Ma intanto cresceva il fenomeno del land grabbing, l’accaparramento di terre dei Paesi più sfortunati da parte di quelli più ricchi, per coltivarci del cibo in conto proprio. Cina imperialista in testa e Africa sfortunata sfruttata in questo modo. Adesso come i proprietari dei software dei computer che infestano le macchine di virus per poter vendere i propri antivirus, le multinazionali delle sementi, Monsanto e Bayern (tedesca) in testa, vendono i loro micidiali pesticidi, ogm inclusi, salvo poi fare affari anche con erbe più  resistenti che dei loro pesticidi non hanno bisogno. E così si chiude il cerchio, anzi un girone infernale, in cui i Paesi e i cittadini più poveri si devono alimentare sempre peggio a rischio di contrarre gravi malattie. Nell’affare sono coinvolte anche l’americana Syngenta e la sempre più potente cinese ChemChina. La Commissione UE, che aveva già aperto un’indagine sulla fusione tra l’americana Dow  Chemical e Du Pont adesso mette erbicidi e sementi sotto la lente per i rischi di monopolio globale, scrive Italia Oggi. Il rischio sarebbe quello di concentrare in un solo player mondiale sia le erbe attive infestanti in competizione tra loro (glufosinato ammonio e glufosato) sia le caratteristiche genetiche di resistenza a questi principi attivi. Come si diceva, virus e antivirus in una sola mano. Un altro rischio da scongiurare secondo Bruxelles che ha messo sotto indagine l’operazione è che oltre a semi e agrochimica si realizzi un monopolio dei dati sui raccolti.

Pizza fatta in casa



Per la pizza fatta in casa bastano 500 g di farina, una bustina di lievito, due cucchiaini di zucchero, una presa di sale fino, 4 dl di acqua e per la farcitura pomodori pelati, mozzarella, origano e un filo d’olio evo.
Preparazione.
Si inizia con l’impastare la farina con il lievito, lo zucchero, il sale e l’acqua. Si può procedere con una frusta elettrica e continuare con le mani, tenendo l’impasto dapprima in una terrina e poi sul piano di lavoro.
 Su questo l’impasto andrà lavorato fino ad ottenere una palla liscia che, una volta ricoperta da un  panno umido, andrà fatta riposare per mezz’ora vicino ad una fonte di calore, periodo durante il quale lieviterà.
A questo punto, su un piano di lavoro infarinato, la palla di pasta verrà stesa con il mattarello in forma rettangolare o circolare, a seconda della forma del ripiano sul quale metterla in forno.
Una volta stesa, verrà ricoperta di pomodoro, mozzarella, olio, origano. E infornata a 170° in forno ventilato per mezz’ora.

martedì 20 febbraio 2018

Arrivano le rondini

Una rondine non fa primavera, certo, ma io oggi ne ho vista una, posata al suolo forse stanca del lungo viaggio. Ed è solo il 20 febbraio. Si vede che la siccità e il lungo inverno senza pioggia né neve al Nord hanno rivoluzionato anche le migrazioni. La mia rondine era proprio bella, col petto bianco e la lunga coda nera all'insù. Adesso aspetterà le sue compagne e si farà un nido tra gli alberi. A me piacerebbe comprare una casettina da mettere sul balcone perché gli uccellini vi trovino riparo, come mi era successo tanti anni fa con un nido di merli che avevano fatto le uova in una pianta sul mio balcone, si erano dischiuse e tutti i giorni il padre o la madre venivano a portare i vermi per pranzo. Un'eperienza davvero commovente di cui ho anche le foto che adesso non trovo più, ma appena le rintraccio le posterò su questo articolo. 

martedì 13 febbraio 2018

Crolla il prezzo del riso per gli agricoltori



Il prezzo del riso resta stabile al dettaglio, ma scende all’ingrosso. Il Carnaroli perde addirittura il 57%, secondo dati Coldiretti. Pare di essere tornati al film sulle mondine con Silvana Mangano e al “Signur dalli belli braghi bianchi fuori li palanchi, fuori li palanchi” la canzone ripresa da Milva, cantante che ha ricevuto il premio alla carriera in questo ultimo Festival di Sanremo.