giovedì 29 giugno 2017

Su i consumi di salumi



I salumi sono alimenti che soddisfano i gusti di tutti e per tutte le tasche. E' quanto emerge da una ricerca Censis diffusa dall’Ansa sul valore sociale delle imprese di produzione dei salumi, presentata in occasione dell'Assemblea annuale, tenutasi a Roma, dell'Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi. "Sono 51,6 milioni - secondo lo studio della Fondazione Censis - gli italiani che mangiano i salumi. Nell'ultimo anno ha consumato prodotti di carne di maiale (dai salami ai prosciutti, dalle salsicce all'arista) ben il 96% degli italiani maggiorenni, di cui il 59,7% regolarmente (una o più volte alla settimana) e il 36,3% di tanto in tanto (qualche volta al mese), mentre il 4% dichiara di non fruirne mai. "Le aziende associate ad Assica rappresentano oltre 80% del fatturato industriale della produzione delle carni trasformate (salumi, carni in scatola, grassi suini lavorati) pari a circa 8 mld. Di questi, 1,4 mld di euro sono provenienti dall'export. "

Latte vs latti



Sessanta mln di perdite per il latte vaccino a fronte della crescita di latti alternativi come quelli di soia, di avena o di mandorle. Ed è così che la Corte di giustizia europea sta emanando un decreto che vieta di chiamare latte i latti che veri latti non sono. Ma il loro consumo aumenta tanto che i loro produttori hanno chiesto una riduzione dell’Iva al 4%. Moda o vera intolleranza? Gli intolleranti in verità secondo molteplici studi di laboratorio sarebbero solo il 4,5% della popolazione. E il latte vaccino è una formidabile fonte di calcio e magnesio utile alla ricostruzione delle ossa e al rafforzamento dei muscoli.  

La crescita del biologico


Piccolo è bello, ma il biologico lo è ancora di più. IL comparto traina l’alimentare  crescendo a due cifre nella GDO (+20%) e consistentemente anche nei negozi ad esso esclusivamente dedicati (+15%), anche se qui i prezzi sono più alti e di conseguenza la clientela d’élite. I problemi si prospettano ora con la siccità che da circa due anni riduce le coltivazioni anche di grani speciali come il Senatore Capelli in Toscana. Far coincidere le pochissime piogge con l’abolizione di diserbanti chimici, seppure un ottimo intento per la salute dell'ambiente, come il glifosato, significa non raccogliere quasi più nulla. Intanto l’apposita Commissione Ue sta stilando nuove regole per il controllo che il bio sia veramente bio, aggiornando le disposizioni ferme a 22 anni fa, con l’obiettivo di renderle più trasparenti.

mercoledì 21 giugno 2017

L'export dei nostri salumi

Con un valore complessivo di quasi 1,38 miliardi di euro, nel 2016, l'Italia ha conquistato la leadership mondiale per le esportazioni di preparazioni e conserve suine, superando la Germania. Lo storico sorpasso è avvenuto soprattutto grazie alla crescita della quota detenuta dall'Italia nei primi tre mercati di sbocco - Germania, Francia e Regno Unito - che, complessivamente, rappresentano quasi la metà del valore generato dalle vendite all'estero dei salumi nostrani.
"I salumi italiani vincono il confronto competitivo, pur posizionandosi su una fascia alta di prezzo - ha dichiarato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell'Ismea, intervenuto oggi all'Assemblea Generale di Assica, l'Associazione degli industriali delle carni e dei salumi -:  il posizionamento dei prodotti italiani è nel segmento premium, ma lo scenario competitivo è più articolato e soprattutto con notevoli prospettive di espansione anche in considerazione dell'apertura di due mercati rilevanti, come USA e Canada, a seguito del superamento di importanti barriere sanitarie. Significativo anche il caso del Giappone che, nel 2016, ha complessivamente ridotto dell'8% gli acquisti dall'estero di salumi, mentre i flussi dall'Italia sono risultati in aumento del 7%: segnale, questo, di una capacità competitiva in grado di spingersi anche oltre le tendenze del mercato-target".
L'analisi dell'Ismea evidenzia, inoltre, che la Germania ha incrementato i propri acquisti dall'Italia (+4 % in valore nel 2016) a discapito dei concorrenti spagnoli (-3%) e che, in Francia, i salumi italiani hanno guadagnato terreno (+7%) nei confronti dei produttori tedeschi (-7%). Complessivamente, negli ultimi cinque anni le esportazioni italiane di preparazioni e conserve suine sono cresciute del 27% in valore: oltre la metà è rappresentata dai prosciutti stagionati (692 milioni di euro nel 2016). A seguire, con poco meno di un terzo, salami e insaccati (417 milioni di euro nel 2016) e i prosciutti cotti con una quota pari al 10% in valore (134 milioni di euro nel 2016).

martedì 20 giugno 2017

errata corrige

Per un evidente errore di stampa nel post sul nuovo bar ad Arese, il Blanco's, ho citato come suoi fornitori dei dolci una ditta di Linate, che evidentemente non può essere data la distanza. L'azienda invece è di Lainate.

Scoperto a Sassari un bio batterio



Proteggere le colture e salvaguardare l’ambiente. Si può fare. Con l’impiego di un batterio, il “brevibacillus laterosporus”, scoperto da un team di ricercatori dell'Università di Sassari. Pubblicato sulle pagine della rivista«Scientific Reports» del gruppo «Nature», è stato brevettato a livello internazionale a firma dell'ateneo. Lo studio del gruppo coordinato dal ricercatore di Entomologia Luca Ruiu e composto dai dottori di ricerca Maria Giovanna Marche, Maria Elena Mura e Giovanni Falchi, ha scoperto nuovi fattori di virulenza di origine proteica prodotti dal batterio, colpendo gli insetti nocivi e che sono letali per i parassiti delle piante ma innocui per l'uomo e per gli animali a sangue caldo. Lo studio è il frutto di due progetti, finanziati uno dal Por Fesr Sardegna 2007-2013 e l'altro dal Prin del ministero dell'Istruzione. “Il know how e gli sforzi dei ricercatori universitari possono portare a risultati importanti dal punto di vista accademico - sottolinea Luca Ruiu - e a risvolti significativi nel trasferimento tecnologico delle conoscenze in campo industriale.”

Il popolo dei No Vegan


Ecco due notizie che in  parte si elidono. Una sugli italiani che non rinunciano alla carne e l'altra sul popolo del biologico che continua a crescere. Vediamole un po'.
Il popolo dei vegani non ha intaccato il 95% degli italiani che mangia carne. Il vegetarianismo pare causare infatti preoccupanti casi di malnutrizione tra i più piccoli. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixe’ su “Il popolo dei No Vegan” che non rinuncia ad un alimento determinante per la salute e che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea, alla quale apporta l’indispensabile contributo proteico. Con il 18% degli italiani che ne porta in tavola meno di 100 grammi alla settimana, il 45% dai 100 ai 200 grammi e il 24% tra i 200 ed i 400 grammi, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, a livello nazionale il consumo di carne risulta equilibrato e ben al di sotto del limite di 500 grammi alla settimana consigliato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Non è quindi un caso che l’Italia abbia conquistato nel 2017 il primo posto come Paese più sano al mondo secondo la classifica Bloomberg Global Health Index che analizza le condizioni di salute di 163 Nazioni.