Oggi, 22 marzo, è la giornata mondiale dell'acqua, e troppa ne sprechiamo, come ci aveva messo sull'avviso Beppe Grillo agli esordi del M5S. Al di là del Mediterraneo ne soffrono per la siccità e l'infertilità del suolo. Disastro che potrebbe capitare anche a noi se i ghiacciai continuano a sciogliersi e il bacino del Mare Nostrum si alza invadendo il terreno con acque salmastre. Dovremmo quindi essere più avveduti su con chi parlamentiamo al di là dei nostri confini al Sud e l'idea di un Di Maio o di un Renzi di andare a Doha, per dire, dovrebbe essere presa in ben altra considerazione (cioè negativa). Comunque ancora per adesso siamo i maggiori consumatori dell'acqua in bottiglia e ci sono addirittura i sommelier dell'acqua, che ne raccomandano una con bollicine piccole per i sughi di pomodoro e con quelle più rotonde per la carbonara. Adam, Associazione degustatori acque minerali si spende da tempo per insegnare i corretti abbinamenti e da club riservato a poche persone è divenuto un luogo di incontro per molti, immaginiamo astemi, ma anche no, che seguono i suoi corsi.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
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lunedì 22 marzo 2021
venerdì 22 marzo 2019
Cambiamento climatico e risorse idriche che scarseggiano
Oggi
è la giornata dell’acqua. Il cui consumo andrebbe limitato per evitare effetti
nefasti sul pianeta. Come il clima secco di quest’inverno e le gelate
dell’incipiente primavera al Sud che hanno penalizzato la raccolta delle
primizie, quali gli asparagi che sono venuti su poco sopra la terra, offrendo
un prodotto scarsamente appetibile. L’Italia è famosa per l’asparago verde di
Altedo (Bo) che è una Dop e di quello bianco veneto. E ci sarà anche poca
frutta estiva come albicocche e pesche per le quali la scarsa offerta e i
prezzi mediamente più elevati del periodo potrebbero portare a preferire
prodotti di importazione. Il surriscaldamento globale, con le conseguenze sul
meteo, ha effetti nefasti non solo per l’aria che respiriamo ma anche
sull’agricoltura. Per esempio, le aringhe sono in fuga dal sud del Baltico
mentre a Colonia (Germania) si coltivano ulivi e i vigneti arrivano anche
all’estremo nord, a Postdam. Per quanto riguarda l’Italia, in Piemonte, questa
è stata un’annata scarsa per grano e orzo, e un calo di nocciole e castagne,
mentre è stata ottima per vino e mele.
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