Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Verdi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Verdi. Mostra tutti i post

giovedì 13 ottobre 2022

La resistenza ucraina come il Risorgimento italiano

E difatti ci avevo pensato anch'io quando ieri ho scritto della cucina in casa Verdi: la resistenza ucraina assomiglia molto al Risorgimento italiano. L'ha detto oggi Pierluigi Battista sull'Huffington Post e potevo dirlo io ieri battendo tutti sul tempo, ma non l'ho fatto e me ne pento (quando si dice non aver fiducia in se stessi). Gli italiani, o meglio il Lombardo Veneto, occupato dall'invasore austriaco, andavano all'opera e gridavano viva Verdi (viva Vittorio Emanuele Re d'Italia). Lo scrivevano anche sui muri e non fumavano sigari del suo monopolio in dispregio all'invasore. L'Ucraina si fa trovare pronta al confine con la Russia e ad ogni bombardamento sui civili rialza la testa facendosi trovare in piazza. Kiev infatti anche sotto le bombe non ci sta a farsi trovare sempre nei rifugi sotterranei e ci tiene a ridare vita alla città con i suoi abitanti per le strade.

mercoledì 12 ottobre 2022

La cucina in casa Verdi

Il buon Giampietro Comolli ricorda oggi sul suo Sapori e eccellenze della cucina, le predilezioni gastronomiche del maestro Giuseppe Verdi: "mai contento delle cucina di casa - ci informa -, preferiva quella delle rasdore piacentine, amava la spalla cotta due volte, la mostarda di Villanova (dove aveva un frutteto), ordinava la giardiniera della signora Luisa, beveva Asti spumante, Champagne, Chianti e vini borgognoni, tutte le sue mucche vivevano in stalle 'comode' e producevano latte per il formaggio grana e i caci".