"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 3 giugno 2025
Gas serra: quando saranno ridotti?
Per ridurre i gas serra, così come richiesto dall'Europarlamento, serve uno sforzo in più. Ci si era dati come termine ultimo il 2030, ma anche questa data sembra dover slittare. C'entrano i crediti di carbonio per i quali servono altre risorse. Verrà in soccorso il Pnnr? Se siete interessati all'argomento, potete seguire, come faccio io, la newsletter Agrisole.
La Doria, sughi, raddoppia con Cles (pasta)
L'azienda di sughi e legumi pronti La Doria che opera nel segmento delle private label, con l'estensione alla pasta gruppo Cles raddoppia il fatturato e arriva ai 1.277 miliardi di euro con un aumento del 30,2%. La fonte di questa notizia è ancora una volta la newsletter Agrisole. Legumi e sughi, aggiungo io, sono forse il comparto a maggior presenza di marchi privati del distributore, le cosiddette private label. Che negli ultimi tempi hano eroso parecchio mercato ai marchi dei produttori. C'entra, oltre al posizionamento sullo scaffale, la diminuzione del potere d'acquisto dei consumatori, che con l'inflazione sono stati costretti a rivolgersi ai prezzi meno cari. Sarà "vera gloria?"
Mezzi agricoli: assicurarli o no?
Ma davvero agli agricoltori conviene assicurarsi? A giudicare dagli incidenti sul lavoro, che si sono moltiplicati con la manodopera di origine straniera, sembrerebbe proprio di sì. Eppure ancora in molti non ci pensano. E così per i campi, che in molti casi non sono così lontani dai centri abitati, girano macchine pericolose, a sé e a agli altri. Ricordiamo a tal proposito che l'Italia conta 8.000 comuni, in gran parte affacciati sul mare e per il resto coronati da montagne. Dove si sviluppa l'allevamento per la produzione di animali da macello e per la norcineria, gli insaccati. Dove si sviluppa la pesca che lo strascico ha completamente rovinata. E in più conta due grandi pianure, in Lombardia, che è la Regione più agricola d'Italia e il Tavoliere delle Puglie. E qui ortaggi, vino, formaggi e pasta a volontà. Dunque, per tornare al quesito di inizio, sì, converrebbe assicurarsi, ma intanto gli agricoltori sono costretti a pagare un prezzo del gasolio molto alto. Insomma i problemi dell'agricoltura andrebbero affrontati per risolverli per quello che sono. Nuovo ministero per l'agricoltura e la sovanità alimentare batti un colpo.
I dazi di Trump sono controproducenti?
Ma non ci avevano pensato Trump e Musk che i dazi che hanno imposto all'importazione di beni potevano avere un effetto controproducente? Pensiamo, come fa la newsletter del Sole24Ore, al mais di cui l'America è produttrice (la famosa corn belt, cintura dei cereali) che ora gli importatori di un commercio ormai globale comprano da Argentina e Brasile. Così si aggirano gli Usa dove aumentano gli stock invenduti di questo cereale. Che in realtà in Italia non è molto utilizzato, se non per i pop corn e qualche sparuta pannocchia che si mette con la carne alla brace e poi si addenta. Cosa che fanno con molta soddisfazione appunto gli americani. Ora lo potrano fare in casa ma quello che loro mancherà saranno gli sbocchi mondiali. Sui quali ogni Paese produttore di qualsivoglia specialità punta ormai da decenni.
mercoledì 7 maggio 2025
Commodity in picchiata
C'è chi già intravede, sul mercato delle commodity (i principali generi alimentari di largo e generale consumo), un rallentamento dell'inflazione. Dovuto a surplus, cioè a aumento dell'offerta, che secondo la famosa legge economica comporterebbe un declino della domanda. Con conseguente raffreddamento dei prezzi. A tutto vantaggio di un consumatore che dopo essere stato trattato come prosumer, cioè produttore e consumatore insieme, e avido frequentatore di centri commerciali di ogni genere e grado, adesso tornerebbe a consumare cum granu salis. Cioè secondo le sue possibilità economiche e secondo quello che di meglio offre un mercato stagionale senza troppi interventi chimici.
Il Dragone padrone del mondo
E non dite che non ve lo avevo detto. La Cina, e in particolare i porti di Shenzen e Hong Kong, dove passa la maggior parte delle merci dirette a noi occidentali, sta diventando padrona del mondo. Lavorano a cottimo, non hanno democrazia ma solo un piccolo grande imperatore, non si fanno vedere ma sono dappertutto. Noi siamo liberi, e loro no. Grandi lavoratori a poco prezzo. Quello che ci vuole in un mondo che per il resto va a rotoli con i suoi morti sul lavoro, i femminicidi e le risse con il decesso per futili motivi.
Chiusa la stagione dei carciofi, si apre quella degli ortaggi estivi
Finita la stagione dei carciofi, possiamo benissimo ancora per un pò comperare degli ottimi asparagi, di cui ho già parlato, se le nostre tasche lo consentono. Infatti con l'inflazione galoppante, a doppia cifra, molte famiglie di 4 e più persone non possono permetterseli. Meglio allora ripiegare su piselli o spinaci surgelati che hanno il vantaggio di essere più facilmente reperibili tutto l'anno a prezzi tutto sommmato abbordabili e di richiedere poca acqua e poco gas (il temibile gas russo) per portarli in tavola. Ma ben presto ci troveremo spostati sul terreno di ricette ben più golose che sono quelle che ci regala l'estate. A questo proposito voglio ricordare per ora soltanto il o la ratatouille (che ha dato il nome vent'anni fa ad un film di animazione molto apprezzato da critica e pubblico che raccontava le peripezie di un topolino nascosto nel cappello di un cuoco, il celebre toque francese, che sapeva cucinare al posto suo meglio di tutti i cuochi della capitale tanto da far commuovere un critico gastronomico da tutti riverito e molto temuto. La parmigiana di melanzane e la peperonata che, come vedremo, si può fare in due modi. La ratatouille è tutto sommato semplice. Cipolle tagliate grossolanamente, patate altrettanto, melanzane a quadrotti e peperoni a pezzi vanno fatti sobollire come un ragu in un letto di pomodori pelati. Fino a completa cottura di tutti gli elementi, si presti attenzione alle patate che sono le più dure di tutti questi ortaggi, e al restringimento del sugo. La parmigiana richiede più passaggi e più attenzioni come per esempio dopo averle tagliate a fette la posa del sale sopra le melanzane, per toglierne l'amaro. La loro seguente sciacquatura e asciugatura e soprattutto la frittura dopo averle sommariamente infarinate in olio di semi di arachide. Poi tutto diventa più facile: basta infatti in una teglia imburrata disporre un primo strato di melanzane, un seguente stato di salsa di pomodoro (io la faccio con i perini freschi tagliati e fatti cuocere in olio di oliva e poi passati nel passaverdure) e uno strato di formaggio grana o parmigiano grattugiato. La peperonata può essere fatta con i peperoni verdi e allora ci va il passato di pomodoro, oppure con quelli gialli e allora soltanto l'olio di oliva. Naturalmente il tutto va salato secondo i vostri gusti. Ma lo so, obietteranno molti di voi, oggi con le serre e le colture idroponiche, tutti gli ortaggi della nostra bella tavola italiana sono disponibili tutto l'anno ... Ma io sono una passatista e ricordo con piacere i tempi in cui si andava appunto con il passare del tempo.
Iscriviti a:
Post (Atom)