Se trovate ancora dei meloni in giro non esitate a comprarli. Il tradizionale abbinamento estivo con prosciutto crudo è un ottimo apportatore di sali minerali e di proteine per una dieta equilibrata in questo ultimo scorcio di estate con le temperature ancora alte. Negli ultimi anni le ricerche sulla carne dei suini hanno determinato un abbassamento del loro tenore di grassi rendendoli più amici di una sana e corretta alimentazione. Il melone contiene tra gli altri sali il potassio che favorisce anche il movimento dei muscoli involontari, tra cui il cuore. Altro abbinamento felice è quello del prosciutto crudo con i fichi, una primizia di questo scorcio di estate che arriva dalla Puglia. Sceglieteli verdi e con la "goccia".
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 20 agosto 2018
Polpettine vegane
Ingredienti per 4 persone:
4 zucchine
pangrattato
1 scatola di ceci
formaggio grattugiato
1 o 2 uova
aromi come la salvia, il timo, il prezzemolo, il basilico
sale q.b.
olio extravergine di oliva o olio di semi di arachide
Preparazione:
Cuocete l'interno delle zucchine precedentemente scavate e schiacciatelo con un cucchiaio. Preparate il pangrattato, il formaggio grattugiato e la polpa di ceci. Mescolate il tutto con 1 o 2 uova a seconda di quanto ne prende.
Aggiungete il sale e gli aromi. Fate scaldare l'olio facendo ben attenzione a non raggiungere il punto di fumo (per questo è migliore quello di arachidi). Con il composto preparate delle polpettine piccole e friggetele. Scolatele dell'olio in eccesso su una carta da cucina. Servitele calde.
Questa ricetta potrebbe essere vegana, ma in senso stretto non lo è, è vegetariana, perché ci sono le uova, un derivato degli animali che i vegani non ammettono. Cmq vi servirà per fare il pieno di energie in autunno in vista dei freddi invernali.
domenica 19 agosto 2018
Slow Food contro gli nbt
Slow Food Terra Madre, il
Salone del cibo che si terrà dal 20 al 24 settembre, coglie l’occasione per
schierarsi a salvaguardia dei piccoli agricoltori contro l’uso di pesticidi
chimici e a favore del biologico. Certo, il biologico costa di
più, in termini di coltivazioni, con terre che devono essere messere
alternativamente a riposo e con l’uso di semi senza trattamenti. Oggi poi il tema è diventato
ancora più delicato, con il problema del caporalato e dello sfruttamento dei
lavoratori stranieri. In parte responsabile è anche
la grande distribuzione che impone i prezzi di costo al ribasso, pagando poco i
fornitori, e costringendo i consumatori che non arrivano a fine mese a fare
scelte, i prodotti più scontati, che incidono ancora una volta sul malessere
degli agricoltori. Adesso, dopo gli ogm, i primi
organismi geneticamente modificati, ci sono gli nbt, che sembrerebbe un’altra
trovata dei big della chimica per incidere sul lavoro dei campi. Slow Food pertanto chiede che
sulle etichette venga scritto il prezzo pagato ai contadini, per una maggiore trasparenza e per scelte di consumo
consapevoli. Ma al riguardo bisogna sapere
due cose. Primo, gli nbt non sono come gli organismi geneticamente modificati
(ogm) perché per ottenerli non si interviene
nella sequenza del Dna, ma sono piuttosto un risultato della ricerca che ha
dato gli stessi risultati sui vegetali come se gli si fossero applicati
tantissimi incroci. Secondo, non si sa ancora da parte della Commissione
europea se la sua proposta di lasciare ai singoli Stati membri la facoltà di
coltivare Ogm sul proprio territorio sia ricevibile oppure no. Intanto, negli Usa è stato
appena risarcito con 289mila dollari un coltivatore ammalatosi di cancro per
l’uso di glifosato di un big della chimica, la
statunitense Monsanto.
Allungarne la conservabilità
per poter lasciare sullo scaffale i prodotti vegetali più a lungo. Questo uno
degli obiettivi degli ogm, che dividono nettamente in due l’opinione: chi crede
che ridurranno drasticamente la fame nel mondo e chi propone un divieto
assoluto. La Corte di Giustizia europea ha già rilasciato al proposito una
direttiva che lascia gli stati membri liberi di adottarli oppure no. Adesso
però si sta attuando un’altra rivoluzione nel settore delle biotecnologie
vegetali, gli nbt (nuove tecniche di miglioramento genico), che non sarebbero
tecnicamente pericolose in quanto frutto non di una manipolazione del Dna delle
piante, ma di una mutagenesi, cioè una lunga catena di incroci. Dunque niente
tanta osteggiata transgenesi. Queste piante non sono proibite oltreoceano: sono
considerate non Ogm, ma coltivazioni convenzionali. E così si spinge perché
anche da noi si faccia così.
Ora a parte le posizioni
avverse di Terra Madre Slow Food, da sempre schierata a favore dei piccoli
contadini, anche quelli del Sud del mondo, con le loro biodiversità, cosa fare
degli nbt? Secondo la Corte Europea di Giustizia, sono frutto di una
mutagenesi, cioè di più diversi innesti senza intervenire nella sequenza del
Dna, come si fa per gli Ogm (organismi geneticamente modificati). Ma per
entrambi ci vuole una sentenza europea
che dichiari se i Paesi membri siano autorizzati ad usarli oppure no. Per gli
ogm, in cui le due parti si fronteggiano da parecchio tempo, pare si sia
arrivati da tempo ad un compromesso. Contro gli nbt si lotta ancora, ma non si sa
se a ragione.
Fiori di zucchina fritti
Ecco una ricetta estivo-
autunnale con la quale fare ingresso con il pieno di calorie nei primi freddi e
le prime piogge, dopo aver passato l’esame di tante prove costume.
Fiori di zucchina ripieni e
fritti
Ingredienti per 4 persone:
12 fiori di zucchina
½ zucchina
1 uovo
Acqua q.b.
3-4 cucchiai di Grana o
Parmigiano grattugiato
3 cucchiai di ricotta
Preparazione:
Lavate i fiori sotto un
filo di acqua corrente. Privateli dei semini e dei pistilli. Asciugateli su un
panno pulito. Riempiteli con un cucchiaino o un sac à poche della mezza
zucchina lessata e schiacciata, insieme alla ricotta e al formaggio. Passateli
nella pastella (1 uovo e acqua sbattuti con una forchetta) e friggeteli in olio
di semi di arachide o di oliva. Asciugateli nella carta da cucina e servite
caldi.
Salone del Gusto
Terra Madre Salone del Gusto: il cibo si
impara assaggiando
Dal 20 al 24 settembre 2018, si
tiene a Torino, con eventi in città e in tutto il
Piemonte, Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e
Regione Piemonte.
Un
classico degli eventi organizzati da Slow Food. Anche nell’edizione 2018 non
potevano mancare i Laboratori del Gusto, le Scuole di Cucina e gli Appuntamenti
a Tavola.
Il calendario su www.slowfood.it.
Con i Laboratori si impara assaggiando, una formula per conoscere per ascoltare
le storie di chi quei prodotti li ha realizzati. I Laboratori
del Gusto quest’anno approfondiscono le tematiche delle aree #foodforchange
allestite al Lingotto, 104 occasioni in cui cuochi, produttori, appassionati
ed esperti ci aiutano a capire che il cambiamento è davvero a portata di
forchetta.
Slow Meat sottolinea
l’importanza della biodiversità e delle razze, ponendo l’accento
sui salumi al naturale – senza nitriti né nitrati – e, in
coerenza con il cuore della campagna Slow Food, invita a mangiare meno carne ma
di migliore qualità, e a riscoprire il gusto dell’alternativa vegetariana.
Slow Fish:
varietà di pesce di mare e d’acqua dolce meno note di mezzo mondo – dal Brasile alla Danimarca, dal Marocco
al Giappone –: come scegliere il pesce in pescheria? Si può gustare un sushi
sostenibile? Esistono alternative più economiche e gustose ai soliti pesci
che siamo abituati a cucinare?
Semi: miglio, grani antichi,
riso, ma anche frutta e verdure, oltre alle varietà locali di granturco a
impollinazione libera della rete Slow Mays. E per chi vuole realizzare un
piccolo orto domestico biologico nei laboratori pratici si impara a
progettarlo.
Last but not least… Cibo e salute, un tema al quale Slow Food
sta dedicando sempre maggiore attenzione. Largo alle fermentazioni, alle spezie
e alle erbe, alle farine poco raffinate e alle lievitazioni, e – perché no? –
anche ai tanto demonizzati grassi e dolci, per mostrare che c’è anche qualche
“fritto permesso”.
Piazza
Castello – Palazzo della Giunta Regionale – I Laboratori “classici” ospitano
anche vino e non solo. I 26 Laboratori del Gusto del Palazzo della Giunta regionale sono i “grandi
classici” di Slow Food. Con aree, oltre al cibo, dedicate ai vini, alla
produzione brassicola, ai distillati e al caffè.
Ricetta tra estate e autunno
E al ritorno dalle vacanze vi
propongo queste due ricette, tra estate e autunno. Adattissima ai primi mesi
autunnali, per un brunch in giardino, un pic nic in campagna o una cena senza
troppe formalità come fanno i millennials, è la ricetta proposta dall’azienda
vitivinicola Carpineto, in abbinamento al suo Dogajolo Rosso, un vino toscano
dalle ottime qualità e rapporto con il prezzo.
Roast Beef Sandwich con salsa tonnata
Ingredienti per 4 persone:
Un girello di manzo di razza chianina – 1 kg
Pane per tramezzini
Maionese
Senape
Tonno sott’olio 250 g
Uova 3
Sesami di sesamo bianco – 1 confezione
Semi di papavero – 1 confezione
Olio di semi
Farina
Rucola
Riduzione di aceto balsamico
Sale grosso
Pangrattato – 1 confezione
Preparazione
Una ricetta non semplice ma che incontra gusti e stili
contemporanei, da realizzare anche a casa. Prendete una teglia abbastanza
capiente e , dopo avervi adagiato la carta da forno, ponete al suo interno il
girello di manzo intero, senza tagliarlo. Spalmate la senape su tutta la carne
in modo uniforme, fino a ottenere una massa compatta; dopodiché prendete il
sale grosso e ricoprite il tutto abbondantemente. La carne, insaporita dalla
senape, dovrà crescere sotto sale, al forno, a 180 gradi per almeno 25 minuti.
Nel frattempo, preparate la
salsa tonnata. Prendete il tonno, scolatelo attentamente dell’olio in eccesso e
mettetelo nel frullatore insieme alla maionese, fino a ottenere una crema
liscia e omogenea. Una volta terminata la preparazione, mettetela da parte in
una scodellina o in un sac è poche, in previsione dell’impiattamento. In attesa
della cottura della carne, potete cominciare a predisporre anche il pane,
tagliando fette uniformi e triangolari. Prendete poi le uova e rompetele in una
ciotola. Mescolatele con una forchetta come per una frittata. In un’altra ciotola, mescolate insieme i
semi di sesamo bianco, i semi di papavero e il pan grattato. In una terza
ciotola, o sul ripiano di taglio, versate la farina. Avrete ora tutto il
necessario per provvedere all’impanatura. Prendete le fette di pane: passatele
prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto, infine nei semi di papavero, sesamo
e pangrattato. Calate le fette di pane in una pentola piena di olio di semi
bollente e girate con delle pinze per non più di due minuti. Tiratele fuori e
mettetele a sgocciolare in una teglia con carta assorbente. Torniamo quindi
alla nostra carne: toglietela dal forno e provvedete a eliminare il sale
grosso. Prendete il pezzo di carne e adagiate la prima fetta di pane impanato e
fritto. Riempitela con nell’ordine: salsa tonnata, rucola, carne, un filo di
olio extravergine di oliva. Ripetete l’operazione una seconda volta e
ricoprite, con la seconda fetta di pane, il vostro sandwich. Siete pronti per
servire in tavola. Prendete il piatto e decoratelo con un filo di riduzione
d’aceto balsamico, maionese e qualche fogliolina di rucola. Il vostro panino
con Roast Beef e salsa tonnata è pronto per essere messo sul piatto e gustato.
Abbinamento
vino: Dogajolo Rosso 2016 Carpineto.
Bene, questa ricetta risente della moda che vuole gli chef delle star
piuttosto che dei semplici cuochi, artigiani del gusto. Io non l’ho ancora
provata, lo farò a fine settembre, ma avrei due appunti da avanzare.
Innanzitutto io il vitello tonnato l’ho sempre fatto con il girello, appunto,
di vitello e non di manzo, sebbene di ottima qualità, razza chianina, si dice
qui. In secondo luogo mi sembra ridondante la copertura della carne con la
senape, dal momento che il roast beef si cuoce benissimo con il solo sale
grosso. E poi, perché appesantire ancora con le fette di pane impanato e
fritto? Questo si faceva una volta solo quando avanzavano farina uovo e
pangrattato dopo aver fritto dell’altro (tipo fettine di vitello o melanzane).
La rucola e i semi di sesamo e papavero poi sono un’aggiunta che secondo me non
si abbina con il resto. I semi, tempo fa, si mettevano solo su speciali tipi di
pane. Come si diceva una volta, ma secondo me in cucina vale ancora: il troppo
stroppia. venerdì 3 agosto 2018
Chiusura estiva
Continua a temperature sopra la
media questa estate rovente con ripercussioni importanti sull’agricoltura, i
cui prodotti devono fare i conti con la desertificazione e la mancanza di acqua
anche per gli animali che spesso vengono sacrificati. Gli esperti del marketing
comunque assicurano che con una buona dieta e le ore di riposo trascorse negli
iper, super, superette e centri commerciali, che tengono l’aria condizionata al
massimo dovendo mantenere la temperatura adeguata per conservare i cibi, si
potrà far fronte adeguatamente alla particolare afa. Con questo auspicio e con
l’augurio ai miei lettori di trascorrere buone vacanze, chiudo le pubblicazioni
sul mio blog per ferie fino a settembre. Arrivederci quindi a quella data. E
come lettura per l’estate vi propongo questi due racconti brevi.
Letti disfatti
La follia è una gioia
esaltata. Essere ipercinetici non è un male in sé, ma può trasformarsi in
perdita di senno. Allora fai cose di cui non sei nemmeno consapevole e rechi
male a te stesso e agli altri che ti stanno intorno. Ma se l’essenziale è
invisibile agli occhi, l’inconscio,
inesauribile, è colmo di cose che servono. Essenziali, appunto. Essenziali
perché libere dal conformismo che quando degenera in maldicenza può rovinarci.
Che servono perché ti mettono a tu per tu con la tua parte sana. Parte sana che
devi, nonostante tutto, coltivare, con pazienza, con intelligenza (che ai folli
non manca), con amore per le cose che ti fanno stare bene. Il bello del futuro
è che arriva un giorno alla volta. E un giorno per volta puoi essere ancora
felice di esistere, di avere intorno a te persone che ti vogliono bene, di
lavorare per il bene tuo e degli altri. Anche se hai subito un trauma cerebrale
per il quale sei stato in coma e quando ti sei svegliato non eri più tu e non
ricordavi più nulla. Poi mano a mano il tempo stempera le passioni e ci insegna
ad essere più fatalisti e a godere di piccole cose, come scriveva Voltaire nel
suo Candide, come per esempio coltivare un tuo giardino. Un senso va sempre
cercato, soprattutto quando non c’è. E poi esiste un ‘altra massima che recita:
fai ciò che puoi e avrai fatto ciò che devi. Chi di più non può non deve
arrendersi ma nemmeno pigiare sull’acceleratore, cosa che lo renderebbe ancora
più fragile. Ma la fragilità non è debolezza. Come la paura non è
vigliaccheria. La vita ci mette davanti a prove certe volte insormontabili e
bisogna prenderla come va. Ma è vero che siamo predestinati, e allora a nulla
valgono le domande chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo? Oppure secondo il
protestante Martin Lutero circa 500 anni fa, ognuno è libero di leggere la
Bibbia a modo suo? O come diceva ancor prima Sant’Agostino: “Ama e fa’ ciò che
vuoi”? Noi che siamo state molestate fin dall’adolescenza non crediamo più in
niente. Ma vi chiedo, come faceva a non sapere una laureata che a piazzale
Loreto a Milano era il luogo dove fu appeso Mussolini, che sotto il Castello
Sforzesco sempre a Milano c’era una Pietà attribuibile a Michelangelo che Van Ghog
dipingeva ad Amsterdam e Gauguin in qualche isola del Pacifico?
L’enigma
degli autistici
E’ arrivata in Italia su Raiuno
una serie americana, The Good’s Doctor, che parla della speciale abilità di un
ragazzo di operare chirurgicamente, ma non sa far altro, nemmeno parlare con le
altre persone. Un autistico, insomma. Una volta si sarebbe detto idiot savant
(idiota sapiente). Fuori dalla medicina, questo standard si può applicare a
molti altri casi (anche trasposti dalla realtà) come quel matematico che sapeva
risolvere ogni tipo di operazione, come le equazioni e oltre, ma non andava
molto d’accordo con la realtà. Ed era una storia vera. Oggi fortunatamente
esistono psicologi e psichiatri che se ne occupano, anche senza capire molto
nemmeno loro. Ma se un autistico è un autistico come fa a interagire con gli
altri, anche con i medici? Il punto piuttosto è che felice chi è diverso
essendo egli diverso, ma infelice chi è diverso chi invece è comune. Come ha
scritto Alessandro D’Avenia sul “Corriere della Sera”, essere fragili non vuol
dire essere deboli. Semplicemente essere diversi. Una diversità che andrebbe
capita e accettata. Ma è sempre più difficile amare e costruire, molto più
facile odiare e distruggere. Assenza più acuta presenza. Il bene è meglio
dell’ottimo. Togliere anziché mettere. O anche, come ha scritto David Foster
Wallace come titolo di un suo libro: “Una cosa divertente che non farò mai
più”. La paura non è vigliaccheria, ma un segnale di allarme. Il contrario
dell’orgoglio è l’umiltà (che è una virtù). Può darsi che non vi sentiate
responsabili della situazione in cui vi trovate, ma presto lo sarete (M.L.
King). Avevo vent’anni e non permetterò mai a nessuno di dire che quella è
l’età più bella della vita (Paul Verlain). Odi et amo (Catullo), Né sine te né
tecum vivere possum (Ovidio). Buona estate.
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