mercoledì 27 febbraio 2013

Onestà, umiltà e circoli virtuosi

L'ha già detto Stefano Bonilli, noto critico gastronomico che seguivo una volta sul Gambero Rosso, e ora sul blog Papero Giallo, da me da sempre opportunamente linkato qui a sinistra nell'elenco dei miei "preferiti". Inizia il sogno di fare del Turismo il vero motore della ripresa del nostro Paese, in modo serio, rilanciando nel contempo ristorazione a agricoltura. E chissà in quanti, nel nostro settore, adesso si metteranno in fila per dire le stesse cose, oltre ad affermare di aver votato M5S. A me, che da questo piccolo blog poco letto, ho da sempre, dal dicembre 2010, quando l'ho aperto, sostenuto la necessità di "non lasciare nessuno indietro", come recita uno degli slogan del Movimento, scrivendo che il cibo va assicurato a tutti e invitando a non farne un lusso, che poi va anche sprecato, non resta che iniziare a fare la 'pasionaria' della vera rivoluzione civile: "far andare di moda l'onestà". E anche, se voglio aggiungervi del mio, "far apprezzare come una vera qualità l'umiltà". I sogni muoiono all'alba, ma i visionari, quelli che sognano anche di giorno, possono adesso costruire, e non solo immaginare, una realtà migliore. 

martedì 12 febbraio 2013

Sprechi, agricoltura e circoli viziosi

Un mondo senza sprechi, soprattutto di cibo che è essenziale per sfamarsi e quindi restare in vita - e di gente che non ne ha ce n’è tanta -, sarebbe un mondo perfetto. L’associazione Last Minute Market, in collaborazione con l’Università di Bologna, è impegnata già da alcuni anni a far passare il messaggio, non solo raccogliendo gli avanzi per redistribuirli ad enti benefici, ma anche monitorando la situazione in Italia con un nuovo osservatorio di ciò che va in spazzatura e potrebbe essere recuperato, il waste watch. Ma non è che facendo così, ossia non buttando via nulla, si venderebbe anche di meno? E quindi si produrrebbe meno con tutte le ricadute del caso su occupazione, mancati introiti fiscali (anche se in agricoltura, si sa, si lavora molto in nero, ma la grande distribuzione no, non può farlo) ecc.? Ora è chiaro che una simile equazione non funziona, come non funziona quella opposta del “benessere” lanciata due settimane fa da un noto politico (del quale non facciamo il nome perché siamo in par condicio). Non si tratta più di pagare meno tasse per produrre, vendere, acquistare, crescere, e quindi far funzionare i servizi senza troppa corruzione. O, almeno, non si tratta più “solo” di questo.  E’ il paradigma che, come dice mia sorella: “non so che cosa sia, ma va cambiato”. La famosa contraddizione che teneva in vita la società dei consumi e che nei Sessanta-Settanta i giovani arrabbiati avevano etichettato in modo efficace come modello: “produci, consuma, crepa”, è più che mai attuale. E’ arrivato il momento di riconoscere che sono in ballo interessi di parti opposte: quelle che su questo paradigma ci campano e ci campano molto bene e quelle che ne fanno le spese impegnando tutta la loro vita a lavorare per pochi soldi senza poi nemmeno sapere bene per che cosa vale la pena di pagare qualche cosina in più (compreso nel fare la spesa quotidiana, ossia come poter scegliere i prodotti migliori senza dover chiedere un fido in banca). E di smetterla con il consociativismo. Ce la faranno i giovani agricoltori under 30 che, come si scrive su più organi di informazione, stanno tornando alla terra da laureati, anche non strettamente in agraria, ma con l’idea di restituirle dignità: fertilità senza troppi fertilizzanti, suolo meno inquinato, stop alla cementificazione selvaggia, produzioni autoctone ed esportabili anche senza troppi marchi e bollini, e senza i soliti astuti commercianti su grande scala di mezzo un’altra volta? Perché allora si ricomincerebbe con grandi ordinativi fatti transitare da un oceano all’altro su aerei inquinanti, distruzione di altre economie della terra indigene, e magari altra roba da buttare in spazzatura ...  

San Valentino: turismo e vino

Turismo del Vino: il prossimo appuntamento è quello di giovedì 14, San Valentino, con i wine lovers dell’Umbria, terra di questo santo, impegnati a twittare il loro amore per il nettare di Bacco. Mentre venerdì 15 la Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, alla Fiera di Rho Pero, farà il punto sulla situazione dell’enoturismo presso lo stand della Regione Piemonte. Qui saranno discussi i risultati del rapporto annuale dell'Osservatorio del turismo del vino, realizzato da Città del Vino in collaborazione con il Censis. Modererà l'incontro Paolo Massobrio, del Club Papillon, noto circolo di critici enogolosi con sede ad Alessandria e con diramazioni in rete sul sito www.clubpapillon.it e sul blog barbabietola.
E sempre in tema di vino, Claudio Fabbro, enologo ed agronomo friulano, ci informa sugli eventi 2013 che si svolgeranno nella sua terra, il Collio, ossia i Colli Orientali del Friuli, famosi per vini come Merlot, Cabernet, Picolit, Malvasia, Refosco, Ribolla gialla e Ramandolo. Eventi nei quali saranno impegnati in interessanti Conferenze, come “Ampelonimia Friulana”, a Cormòns il 15 febbraio, il professor Enos Costantini e, in “Dalla terra alla tavola”, il 28 a Mariano del Friuli, il dottor Albino Visintin e Claudio Fabbro stesso.


martedì 29 gennaio 2013

2012: export ancora “su” per il vino italiano

Si è svolta a Verona, sabato 26 e domenica 27 gennaio, l'Anteprima Amarone, che ha celebrato dieci anni di continua crescita sui mercati del grande rosso della Valpolicella.
E Vinitaly di quest’anno, a VeronaFiere dal 7 al 10 aprile prossimi, dopo aver assegnato a novembre i premi del 20° Concorso Enologico Internazionale e del 17° Concorso per il Packaging, sancirà ancora il peso di qualità, salubrità e territorio nella scelta del vino.
Tre fattori cui prestano sempre maggiore attenzione tutti gli attori della filiera: produttori, consumatori, ristorazione e distribuzione, e che determinano il successo dei vini italiani, soprattutto al top di gamma.
Successo confermato dal buon andamento dell’export anche nel 2012, anno per altri versi “nerissimo”, export che in termini di fatturato, secondo le stime del sito www.winenews.it, in base a dati Istat, dovrebbe attestarsi tra 4,6 e 4,7 miliardi di euro (un altro record storico), il che vuol dire 21-21,5 milioni di ettolitri.

giovedì 27 dicembre 2012

Buon Anno a tutti. Con e senza … zucchero

Un Capodanno buono e dolce, ma senza … zucchero. I dolci dei grandi chef fondono gastronomia e ricerca, in un percorso di sviluppo, innovazione sperimentazione che toccherà le più alte vette il prossimo marzo a “Gusto in Scena”, la rassegna enogastronomica che si svolge a Venezia (www.gustoinscena.it), ideata da Marcello Coronini. E l'anno che verrà dedicata proprio a “Cucinare con … cucinare senza … zucchero”. Ecco in anteprima 2 ricette, con i migliori Auguri di questo blog di Felice Anno Nuovo a persone vicine e lontane.

<<Mousse al caffè con gelatina all’anice stellato>>
dello chef Gian Nicola Colucci

Executive Chef del Danieli Hotel di Venezia



<<Ho sostituito lo zucchero con il maltitolo che è spesso utilizzato come dolcificante, dato che ha il 75% della dolcezza del saccarosio, il comune zucchero da tavola -  spiega -. Il potere calorico del maltitolo è pari a circa il 60% rispetto agli zuccheri convenzionali: secondo i dati della EC Nutrition and Labeling Directive, un grammo di maltitolo corrisponde a circa 2.4 kCal rispetto alle 4.0 kCal di un grammo di saccarosio. Lo sciroppo di maltitolo ha invece circa 3 kCal/g. Questa sua proprietà è particolarmente apprezzata nei casi in cui sia necessario controllare l’apporto energetico, come nei soggetti obesi o in sovrappeso>>.

Ingredienti:

PER LA GELATINA ALL’ANICE
600 g acqua
N°6 semi di anice
100 g stevia
30 g gelatina

PER LA MOUSSE AL CAFFE’
100 g maltitolo
100 g acqua
4 fogli di colla di pesce
260 g tuorli
2 bustine caffè liofilizzato + 2 espressi
300 g panna montata con 30 g di stevia

PER LO SCIABLONATO
100 g burro di cacao
100 g cioccolato al latte zuccherato all’inulina

PROCEDIMENTO
Gelatina: Portare a 75 gradi l’acqua con i semi di anice e la stevia, unire la gelatina ammorbidita in acqua e ghiaccio, fare sciogliere bene, filtrare con il colino.
Mousse: Portare a 121 gradi il maltitolo e l’acqua, unirlo ai rossi montati, aggiungere I fogli di colla di pesce sciolti leggermente nel caffè, ottenendo un prodotto  spumoso e fatto raffreddare aggiungere la panna semimontata con la stevia.
Mettere la mousse in uno stampo a forma di cubo in silicone, aggiungere al centro la gelatina, quindi completare e lasciare rapprendere bene.
Per la copertura: sciogliere il burro di cacao con il cioccolato al latte, mettere il composto nella pistola spray e spruzzarlo sopra il dolce.
N.B. Se non si ha la pistola si può  immergere la mousse nel cioccolato sciolto.


 <<Polenta di riso con specchio di melograno e pere saltate allo zenzero>>
dello chef Nicola Portinari

che con il fratello Pierluigi fa brillare le due stelle Michelin del Ristorante La Peca di Lonigo (VI)




Ingredienti per due persone:

PER LA POLENTA DI RISO
250 g latte di riso
50 g sciroppo di riso
15 g farina di riso
scorza di limone
cardamomo
cannella
curcuma 


PROCEDIMENTO
Portare a bollore il latte con lo sciroppo di riso e le spezie. far raffreddare e filtrare. unire poco latte alla farina di riso mescolando con cura. versare la pastella nel latte e far bollire per un paio di minuti, versare nei bicchieri 30 g circa. 


PER LO SPECCHIO DI MELOGRANO
125 g succo di melograno
25 g sciroppo di riso
6 g succo di limone
0,8 g agar agar


PROCEDIMENTO
Portare il tutto a ebollizione e versare nei bicchieri 15 g circa sopra alla polenta di riso e raffreddare in frigorifero.

PER LE PERE SALTATE
1  pera williams di circa 200 grammi tagliata a brunoise di mezzo centimetro
30  g sciroppo di riso
20  g olio di cocco 
10 grammi di succo di zenzero

PROCEDIMENTO
Scaldare in padella l'olio di cocco e lo sciroppo di riso, immergere la brunoise di pera e saltare per 1 minuto e a fuoco allegro e aggiungere il succo di zenzero mentre si saltano in padella le pere, sistemare sopra i due strati di polenta e melograno ancora calde e servire.


sabato 15 dicembre 2012

Agricoltura: penalizzata anche dal governo Monti

E mentre in rete, sui social netework, ma anche sui più noti stimati giornali in edicola, impazza il dibattito su Grillo, che sarebbe impazzito (ma poveraccio cosa deve fare per convincere i suoi a non fare gli stessi errori degli altri e a non comportarsi come un politico frequentatore di talk show televisivi qualunque?), e sul Berlusconi sì Berlusconi no, Monti sì Monti no, l'unico giudizio sensato sull'operato del governo di quest'ultimo, a la di là di ogni demagogia e giudizio su come si doveva fare per uscire dalla crisi (che tanto nessuno lo sa, come fare) lo leggo oggi su Italia Oggi. E nelle parole di chi? Udite, udite, da quelle di Salvatore Cuffaro, dalla sua cella nel carcere di Rebibbia. L' unico parlamentare comunque a essersi spontaneamente dimesso da Palazzo Madama dopo essere stato raggiunto dalla notizia della sua condanna in appello e che ora è in carcere da due anni per collusioni mafiose. Intervistato da Sergio Luciano, alla domanda sul governo Monti ha risposto così (ed ecco spiegata la divagazione politica in un blog che si occupa di agricoltura e di cucina): "Ha fatto cose anche buone, per le difficoltà in cui ha agito. Ha il merito di aver tenuto fermo il valore dell'Italia, però la manovra sull'agricoltura è stata indecente, l'unico sistema produttivo che c'era veramente in Italia è stato tassato sotto tutti i punti di vista, aver messo l'Imu sui terreni, sui fienili ... conosco questo settore, c'erano agricoltori che tiravano fuori 30mila euro di reddito annui, gli imponi quattro o cinquemila euro di Imu, gli aumenti la benzina agricola".
Ecco, direte voi, l'ultima voce che si accoda a difendere le sorti dell'agricoltura, adesso che è diventata, assieme alla cucina, che ne discende direttamente, per la materia prima che trasforma, la grande star del momento. Ma perché invece di agricoltura, che sarebbe davvero da valorizzare e sostenere, al di là della retorica sui cibi doc e sullo stile made in Italy, si parla così poco e si fa così poco?

sabato 8 dicembre 2012

Ricette invernali del dopoteatro

E mentre ieri sera, i più fortunati, all'uscita dalla Prima della Scala pasteggiavano con l'uovo all'uovo e tartufo bianco d'Alba, riso oro e zafferano e altre prelibatezze di questo tipo (copyright naturalmente Gualtiero Marchesi, con l'ottima realizzazione di Daniele Canzian, chef stellato ora ai fornelli del Marchesino, alla Scala, appunto), mia madre ha portato in tavola il nostro menu del dopoteatro del 7 dicembre (che abbiamo visto alla tv, anzi ascoltato alla radio).
Eccolo:
Primo piatto: vellutata di patate con (poche) verdure: preparare un minestrone di verdure surgelato, poche perché ci sono quasi solo carote, cotto nella quantità d' acqua indicata sulla confezione con un dado in pentola a pressione per tanti minuti quanto suggerito, sempre sulla confezione, e mescolarlo con un purè di patate (una bustina di Pfanni) molto liquido (aumentare un po' le dosi consigliate di acqua e latte in cui stemperare la polvere e far bollire il composto, sempre mescolando, per, mi pare, 3 minuti);
Secondo piatto: salmone al forno con radicchio trevigiano: tagliare, per 2 persone, in 4 fette un trancio medio-piccolo di salmone fresco, disporle in una teglia di vetro da forno con i bordi alti e cospargerlo di olio d'oliva extravergine, sale q.b., e il radicchio rosso trevigiano, o l'insalata rossa di Chioggia, tagliati a fettine il più possibile sottili condite con pane e formaggio (parmigiano o grana) grattugiati entrambi. Cuocere per circa 20 minuti in forno preriscaldato a 160 gradi.
Contorno: insalata di arance (tagliate prima a fettine e poi a pezzettini) con finocchi (tagliati fini anche loro) e olive nere (snocciolate e tagliate) conditi con olio e sale (come piace a me) oppure anche con aceto balsamico (come piace a mia madre).
Dolce: budino di cioccolato (e qui non sto a dilungarmi, perchè, come Bendetta Parodi insegna, inutile complicarsi la vita, basta sciogliere in mezzo litro di latte intero freddo, il contenuto di una bustina di un qualunque preparato in polvere, quale dipende dai gusti, e farlo arrivare a bollore mescolando per cuocerlo poi solo per 3 minuti, e qui sono sicura del timing, per infine farlo raffreddare in frigo, diviso in coppette, per poco tempo poi, così è presto pronto e già porzionato).
Conclusione, una cena che è stato a mio parere un bell'assaggio di quanto faremo a Natale e Capodanno, poi vi dirò, magari la prossima volta in anticipo sulle due date fatidiche delle Feste.

Ed ecco come è venuto il salmone: